Copparo. C’erano tante persone, domenica 6 settembre, nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo: famiglie, ragazzi, anziani, che con la comunità orionina hanno condiviso un tratto della propria vita. Non si è trattato infatti di un semplice saluto: i sacerdoti della Piccola Opera della Divina Provvidenza, che hanno accompagnato la storia della comunità per 76 anni, lasciano Copparo.
La celebrazione, presieduta dall’arcivescovo di Ferrara-Comacchio monsignor Gian Carlo Perego, ha raccolto i fedeli della Comunità pastorale San Luigi Orione di Copparo, Tamara, Saletta e Gradizza. Fra loro i rappresentanti di tante componenti della comunità e dell’Amministrazione comunale: il vicesindaco Bruna Cirelli, il presidente del Consiglio comunale Lorenzo Fiammanti e gli assessori Alessandro Amà e Francesca Buraschi. Un momento intenso, segnato dal saluto all’arciprete don Daniele Panzeri, a don Francesco Maragno e a don Agostino Casarin.
Un saluto che scrive la parola ‘fine’ a una storia iniziata nell’ottobre del 1950, quando don Ruggero Bovelli chiese con insistenza alla Congregazione di inviare alcuni sacerdoti a Copparo. Il territorio era vasto, attraversato da trasformazioni profonde e l’esigenza era quella di una presenza capace di accompagnare la comunità non soltanto nella vita religiosa, ma anche sul piano umano, sociale e culturale.
«Ognuno di voi, cari fratelli e sorelle, a seconda dell’età, in questo momento farà scorrere nella propria mente i volti dei diversi parroci, dei vicari, dei diversi sacerdoti, le iniziative pastorali vissute insieme, le giornate di gioia e di dolore – ha rimarcato l’arcivescovo nell’omelia -. Una vita insieme, una fede vissuta insieme non andrà dispersa: rimane un dono che ci accompagna nella nostra vita. Cari fratelli e sorelle – ha aggiunto monsignor Perego -, gli orionini, in forza del carisma del santo fondatore, vi hanno non solo insegnato ad amare, ma hanno testimoniato l’amore al prossimo contagiando ognuno di voi, nella cura dei ragazzi anche difficili, nella tutela della vita, nell’educazione, nella vicinanza alle famiglie. La loro presenza tra voi ha generato legami profondi tra i parroci e la comunità, che è il segno più bello che rimane in voi e nei sacerdoti che arrivano tra voi. Continuate a costruire questi legami e a rafforzarli. Continuate a costruire comunità in un mondo segnato dall’individualismo e dall’egoismo».
In oltre sette decenni la presenza degli orionini è infatti entrata nella vita quotidiana. La scuola dell’infanzia, l’oratorio, gli scout, il Cav, le attività educative, sportive e aggregative, le tante opere materiali e immateriali: esperienze legate tutte dalla stessa attenzione per le persone e il territorio e dalla capacità di creare occasioni di incontro e di crescita.
È proprio questo legame che la vicesindaca Bruna Cirelli ha voluto sottolineare nel suo intervento, rivolgendosi a don Daniele, don Francesco e don Agostino e, attraverso loro, a tutti i sacerdoti orionini che si sono succeduti a Copparo. «Oggi siamo qui insieme: un territorio intero che vuole dire grazie per un cammino condiviso, ricco di grazia e di bene. È il ringraziamento di un paese che vi ha visto entrare nelle case, ascoltare le famiglie, stare vicino a chi aveva bisogno, senza fare distinzioni, senza chiedere nulla in cambio. Siete stati, in questi 76 anni, autentici promotori di pace, fratellanza e impegno sociale. Un esempio concreto di dedizione alla comunità e di attenzione alle persone. Oggi si chiude una presenza fisica. Un servizio quotidiano che, per tre quarti di secolo, ha rappresentato un faro e un sostegno irrinunciabile per le nostre parrocchie e per l’intera collettività. Ma quello che avete costruito non se ne va con voi. Resta nelle persone che avete formato». Il vicesindaco ha inoltre dato lettura di una lettera del sindaco Fabrizio Pagnoni con il suo commosso «grazie di tutto ciò che avete donato a Copparo e a ciascuno di noi».
Sono quindi stati consegnati dei doni, come segno di riconoscenza per gli anni vissuti al servizio della comunità. E proprio i parrocchiani nel loro messaggio hanno voluto esprimere ai tre parroci il ringraziamento «per averci guidato in questi ultimi anni attraverso la cura delle anime e la sollecitudine umana e religiosa che li ha sempre contraddistinti». Di ognuno hanno saputo riconoscere e valorizzare l’opera e le peculiarità: «don Daniele come giovane insegnante, don Francesco proveniente dalla custodia di un santuario, don Agostino dalla sua esperienza di prete missionario». «Cari don Francesco e don Agostino – hanno affermato -, vi potremo salutare col cuore meno triste di quanto invece è, lasciandovi la consolazione di aver concluso il vostro ministero sacerdotale attivo in una delle parrocchie ancora animate dal carisma del vostro San Luigi Orione. Aver potuto essere testimoni e divulgatori di questo carisma di bene, carità, comunione verso l’intera comunità possa essere di conforto e soddisfazione per voi. Vi consegniamo un ultimo mandato: di pregare ancora per la nostra comunità, che possa continuare a far proliferare il messaggio di Don Orione e che trovi nella fraternità e nell’ccoglienza da voi incarnata la forza per rinnovarsi sempre e progredire nel cammino di Cristo».
Infine le parole di don Daniele. «Grazie a voi. Se noi ci siamo è perché voi c’eravate, perché voi ci siete. Noi abbiamo potuto essere qui perché ci siete stati voi, e di questo veramente vogliamo ringraziarvi di cuore».
Al termine della messa, la serata è proseguita con un momento conviviale organizzato da Avip e Comune di Copparo, in collaborazione con il Cfp di Cesta.
Il congedo dalla comunità orionina avrà un secondo momento domenica 13 settembre, alle 11, con la celebrazione di fine mandato dell’arciprete don Daniele Panzeri. Sarà l’ultimo appuntamento di un percorso che ha attraversato tre quarti di secolo della storia di Copparo.