Spettacoli
4 Settembre 2026
Il 24enne Manuel Benati dirige il cortometraggio che sarà girato a Ferrara fino al 3 ottobre: Francesco Morelli interpreterà Federico. Primo ciak il 7 settembre

“Lo Stato del silenzio”, a Ferrara un film sul caso Aldrovandi

di Redazione | 4 min

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di Tommaso Piacentini

È la storia di una gioventù sospesa, raccontata e interpretata con gli occhi di chi la gioventù la sta ancora vivendo. È il racconto di sogni, aspettative e futuro negati dalla violenza. È un film che dà una chiave interpretativa tutta umana alla vicenda Aldrovandi.

È stato annunciato (venerdì 4 settembre) l’avvio delle riprese de “Lo Stato del silenzio”, il film di Manuel Benati incentrato sul caso che sconvolse non solo la città di Ferrara, ma l’intera nazione: l’omicidio di Federico Aldrovandi.

Il primo ciak è previsto per lunedì 7 settembre e le riprese per il cortometraggio si svolgeranno in tutta la città fino al 3 ottobre, come ha spiegato il regista, soffermandosi in particolare in una scuola superiore, dove verranno ricreati gli ambienti della Questura, e in via Ippodromo, dove si svolse il tragico epilogo della vicenda Aldrovandi.

Il film è frutto della collaborazione tra Controluce Produzione – società di produzione cinematografica fondata dall’attore e sceneggiatore Stefano Muroni – e Ferrara La Città del Cinema, la filiera creativa fondata dallo stesso Muroni e diretta da Isra Salah, incentrata sulla valorizzazione giovanile e territoriale, ed è la realizzazione di un progetto di lungo corso: “È da diversi anni che Stefano mi chiedeva il consenso per la produzione di un film incentrato sulla vicenda di Federico – ha dichiarato la mamma di Federico, Patrizia Moretti -. Per anni non mi sono sentita pronta, ma un paio di anni fa ho pensato che fosse giunto il momento”.

Un ennesimo regalo, come Patrizia ha definito il cortometraggio, che “è una proiezione verso il futuro”, un futuro “fatto di giovani che ho conosciuto” e che “penso sia pieno di cuore, sentimento e ottime intenzioni”.

“La fiducia che ho nei loro confronti è massima – ha dichiarato Patrizia – e qui va anche il mio grandissimo ringraziamento per chi ha pensato questo progetto e per chi permetterà la sua realizzazione. Sarà un modo per avere di nuovo Federico vicino a noi”.

Anche il padre di Federico, Lino Aldrovandi, ha voluto ricordare l’importanza dei giovani per la realizzazione della pellicola, oltre al messaggio che il film vuole veicolare: “È qualcosa che attraverso la cultura parlerà di responsabilità e di persone: la cultura del rispetto delle regole e del rispetto della vita. È quello di cui abbiamo bisogno in questo mondo: amore e intelligenza. Cose che quel 25 settembre non ci furono”.

Una cultura dell’umanità e dell’immedesimazione nell’altro sarà quella veicolata con “Lo Stato del silenzio”, come ha spiegato il regista, il ventiquattrenne Manuel Benati: “Partendo dalla parola ‘cultura’, questo film ha una pretesa maggiore: il film rientrerà più in un discorso artistico che culturale. Sono stati lunghi mesi di ricerca, con l’obiettivo che il film crei una risonanza. La speranza, infatti, è che prima di parlare di questo caso le persone si immedesimino in quello che è successo”.

Sulla giovane età del regista si è soffermato l’assessore alla Cultura, Marco Gulinelli, individuando un taglio particolare che questo elemento darà alla sceneggiatura: “C’è un elemento numerico significativo e parte dal regista. Manuel Benati ha ventiquattro anni, è di soli sei anni più grande di Federico quando accadde la tragedia. Questo non è solo un gioco numerico, non è solo un dettaglio: significa che un giovane come lo era Federico sceglie con la sensibilità e lo sguardo della sua generazione di confrontarsi con un tema complesso, trasformandolo in un racconto cinematografico”.

“La parola cultura – ha concluso l’assessore – è oggi un termine molto abusato, significa equilibrio di una persona e di una comunità. Chi si confronta con le persone deve mettere in campo questo elemento di equilibrio e quest’opera va nettamente in questa direzione”.

Di giovane età è anche l’attore che interpreterà Federico, Francesco Morelli, classe 2001: “Ci siamo sempre rivisti in uno stile di vita, in una gioventù e in un’energia tipica di Federico e dei suoi amici”.

Alla fine della conferenza stampa, Francesco si ferma a parlare con Lino e per un secondo sembra che il tempo non sia passato. Il padre di Federico tiene una mano sulla spalla dell’attore mentre si srotolano i ricordi del figlio, di quel “papà devi volerti bene” quando esagerava con il cibo e dei cd di musica techno che non incontravano i gusti di papà Lino ma che entusiasmavano tanto Federico. Il potere dell’arte nasce anche da questo.

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