Cronaca
4 Settembre 2026
Un 45enne avrebbe colpito la donna con calci e pugni, arrivando a strapparle una ciocca di capelli e a fratturarle una costola

Picchia la compagna dopo l’ammonimento del Questore: ora il divieto di avvicinamento

di Pietro Perelli | 2 min

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Diverse ecchimosi ed escoriazioni, fratture alle ossa nasali, ferite da strappo del cuoio capelluto e la frattura dell’undicesima costola destra. Sarebbe solo una parte delle vessazioni e dei maltrattamenti che una donna avrebbe subito dal compagno fino a quando, dopo averlo denunciato, nei suoi confronti è stato disposto il divieto di avvicinamento.

All’uomo, un 45enne, era già stata notificata una misura di ammonimento da parte del Questore per precedenti episodi di violenza e proprio questa misura pare aver scatenato la sua ira. Tornato a casa con la compagna e sotto l’influsso di alcol e sostanze stupefacenti, avrebbe iniziato a insultare la donna e, dall’insulto, sarebbe passato all’uso della forza e della violenza.

In modo sempre più brutale l’avrebbe colpita con calci e pugni, per poi strapparle una ciocca di capelli e provocarle la frattura della costola, mentre la donna lo supplicava di fermarsi. Le ferite riportate hanno causato alla donna una prognosi di 30 giorni.

Questo secondo episodio sarebbe avvenuto a circa due mesi da un precedente episodio, nel quale l’uomo, sempre sotto l’influsso di alcol e sostanze stupefacenti, avrebbe insultato e picchiato la donna fino a causarle gravi lesioni.

In quell’occasione l’uomo era stato prosciolto a seguito della remissione della querela, ma l’aggressività dimostrata e la reiterazione, a distanza di pochi mesi, di condotte analoghe hanno spinto la Procura di Ferrara a chiedere il divieto di avvicinamento.

Alla reiterazione degli episodi si aggiunge anche l’invio di messaggi come “la paghi”, “spero che crepi”, “devi crepare te, fidati che crepi”, “tu sei finita, non finisce qua, perché la paghi, mia cara”. I messaggi sarebbero arrivati dopo che l’uomo aveva appreso della seconda querela e, secondo gli inquirenti, rappresenterebbero un ulteriore elemento a sostegno del rischio di reiterazione delle condotte violente.

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