Ferrara provincia artigiana. Lo è un’impresa ogni quattro e un addetto ogni cinque
Ferrara è una delle province più artigiane d’Italia: lo conferma una ricerca realizzata dall’ufficio studi e ricerche della Cna Nazionale sulla base dei dati Istat
Ferrara è una delle province più artigiane d’Italia: lo conferma una ricerca realizzata dall’ufficio studi e ricerche della Cna Nazionale sulla base dei dati Istat
La Regione Emilia-Romagna lavora alla deroga che consentirà alle imprese di mitilicoltura danneggiate dalle morie di calcolare gli indennizzi Feampa sulla produzione del 2023
La Festa dell'Unità è come una delle manifestazioni che ricevono soldi dal Comune di Ferrara con le casse pubbliche. È il concetto espresso in una lettera inviata ai media da Diletta D'Andrea, consigliera comunale di Forza Italia
L’aggressione denunciata da due giovani nella notte tra sabato 29 e domenica 30 agosto a Corporeno spinge le destre ad accendere il dibattito sulla sicurezza nel territorio di Cento
Tra il 2026 e il 2028, il 74% delle medie imprese ferraresi e ravennati investirà in digitale e il 71% in green, ma tre imprese su quattro si scontrano con almeno un ostacolo nel portare avanti gli investimenti in digitalizzazione e sostenibilità ambientale
La crisi del grano duro italiano preoccupa anche il comparto cerealicolo ferrarese. Alla riduzione delle superfici coltivate, agli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico e all’aumento dei costi di produzione, si aggiunge infatti una questione decisiva per la tenuta delle aziende agricole: il prezzo riconosciuto ai produttori.
Confagricoltura Ferrara condivide l’allarme lanciato a livello nazionale da Confagricoltura, che nelle ultime settimane ha richiamato l’attenzione sulla progressiva perdita di capacità produttiva italiana. Secondo i dati elaborati dal Centro Studi di Confagricoltura, tra il 2012 e il 2025 le superfici coltivate a grano duro in Italia si sono ridotte del 10%, mentre il tasso di autoapprovvigionamento è sceso dal 78% al 56,5%. Per raggiungere l’autosufficienza produttiva mancherebbero oggi oltre 880 mila ettari.
Una situazione che assume particolare rilevanza anche in un territorio agricolo come quello ferrarese, dove la coltivazione di grano duro sfiora i 20mila ettari.
«Il commento all’intervento del presidente nazionale Massimiliano Giansanti è di totale condivisione rispetto all’analisi della crisi del grano duro italiano», sottolinea Claudio Mesini, presidente della Sezione Cereali di Confagricoltura Ferrara. «Agli aspetti legati al cambiamento climatico va aggiunto un elemento fondamentale: il prezzo riconosciuto agli agricoltori rimane fermo e sembra essere slegato dalle altre dinamiche commerciali. Lungo la filiera, stoccatori, mulini, pastai e grande distribuzione, riescono infatti a ritagliarsi i propri margini, assorbendo anche le variazioni determinate dalla situazione geopolitica, mentre ai produttori agricoli queste dinamiche arrivano in misura molto più limitata».
«Le istituzioni devono farsi interpreti di una maggiore correttezza commerciale tra gli attori della filiera affinché il valore generato venga distribuito in maniera più equilibrata. Negli ultimi giorni, inoltre, abbiamo letto di aumenti delle quotazioni del grano sui mercati internazionali anche nell’ordine del 40%. In Italia di questi incrementi non vediamo alcun riscontro sui prezzi riconosciuti ai produttori. Un paradosso che richiede spiegazioni».
Sulla necessità di garantire prospettive economiche alle imprese insiste anche Claudia Guidi, presidente di Confagricoltura Ferrara. «Il grano duro rappresenta una produzione strategica per l’agricoltura italiana e anche per il nostro territorio. Non possiamo accettare che agli agricoltori venga chiesto di continuare a produrre una materia prima essenziale per la nostra filiera agroalimentare senza garantire loro una remunerazione adeguata. Difendere la produzione nazionale significa prima di tutto difendere il reddito delle imprese agricole e creare le condizioni perché continuino a investire e a produrre».
«Servono interventi strutturali e accordi di filiera capaci di dare prospettive e valore al lavoro dei nostri cerealicoltori. La sovranità alimentare non può essere soltanto uno slogan: deve tradursi nella capacità di mantenere in Italia le produzioni strategiche e di garantire un futuro a chi le realizza ogni giorno».
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com