Politica
30 Agosto 2026
Il consigliere comunale dem critica le parole del presidente del Pd sugli elettori di destra. La replica dell'assistente parlamentare a Bruxelles: "Frase estrapolata e strumentalizzata"

Bonaccini spacca il Pd. Nanni: “Uno scivolone”. Mangolini: “Così fai un assist a Meloni”

di Redazione | 4 min

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La polemica sulle parole di Stefano Bonaccini accende un confronto tutto interno al Partito Democratico ferrarese. A confrontarsi, a colpi di post e commenti su Facebook, sono il consigliere comunale dem Davide Nanni e Marcello Mangolini, assistente parlamentare accreditato di Stefano Bonaccini al Parlamento europeo.

Al centro ci sono le dichiarazioni pronunciate da Bonaccini ad Albenga e finite nel mirino del centrodestra. Parlando delle tendenze elettorali degli ultimi anni, dal voto a Donald Trump alla Brexit, passando per Le Pen, Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Roberto Vannacci, il presidente del Pd aveva osservato come il consenso alla destra risulti maggioritario tra chi possiede titoli di studio più bassi, vive nelle aree interne o nelle periferie e si trova maggiormente in difficoltà dal punto di vista economico.

Un passaggio rilanciato sui social dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha accusato Bonaccini e la sinistra di considerare gli elettori del centrodestra come cittadini meno istruiti e quindi, implicitamente, meno consapevoli.

“Se Bonaccini poteva avere qualche speranza di fare il ‘federatore’ del centrosinistra, dopo lo scivolone mediatico di ieri se le è giocate tutte”, scrive Nanni su Facebook. Per il consigliere comunale le analisi sulle tendenze elettorali dovrebbero essere lasciate “ai sociologi di mestiere”, mentre “chi fa politica ha il dovere di portare sempre rispetto agli elettori. Tutti”.

Nanni non nega il problema dello spostamento verso destra di una parte dell’elettorato popolare, ma ne rovescia la prospettiva: proprio il consenso raccolto dalla destra “nelle periferie e nelle aree interne” dovrebbe spingere la politica a interrogarsi sulle ragioni “del disagio o delle insicurezze che lo alimentano”.

La strada, secondo il consigliere, è quindi quella di “tornare a parlare di problemi quotidiani della gente proponendo soluzioni concrete e non demagogiche”. E l’affondo si sposta immediatamente sul governo Meloni: città ancora insicure, costo della vita, bollette e carburanti aumentati, difficoltà di accesso alla sanità pubblica, salari reali fermi e arrivi di migranti irregolari sono, secondo Nanni, problemi sui quali “negli ultimi quattro anni non è cambiato nulla”.

“Chi ci ha guadagnato con Meloni al governo?”, si domanda quindi il consigliere, indicando “le grandi lobby delle armi, dell’energia, del credito che fanno extraprofitti da paura mentre noi ci barcameniamo per arrivare a fine mese”. Per costruire un’alternativa, secondo Nanni, serve invece una proposta capace di tenere insieme “diritti sociali e civili ma anche doveri”, redistribuzione della ricchezza e risposte concrete alle famiglie.

Da qui anche l’avvertimento rivolto al centrosinistra: evitare un nuovo “Ok Corral alle primarie” e provare a parlare “agli italiani, tutti, non solo ai propri elettori già convinti”. “L’Italia ha bisogno di una vera svolta – conclude – non di infinite polemiche sul nulla”.

È proprio sotto il post di Nanni che arriva però la replica di Mangolini. “Caro Davide Nanni, spiace leggere queste tue parole di attacco nei confronti del presidente del tuo Partito di cui te sei consigliere comunale”, scrive l’assistente di Bonaccini, sostenendo che si sarebbe aspettato piuttosto “parole di solidarietà per l’attacco che tutta la destra ha voluto, dalla presidente del Consiglio in primis, rivolgergli estrapolando e strumentalizzando un pezzo di un video”.

Secondo Mangolini, infatti, il senso dell’intervento di Bonaccini sarebbe stato esattamente l’opposto rispetto alla lettura che ne ha dato la destra. “Non si tratta di analisi sociologiche ma di un’esortazione alle componenti del centrosinistra di smetterla di guardare dall’alto al basso chi vota a destra, perché molti e molte di loro una volta si sentivano rappresentati dal centrosinistra”, osserva.

Poi la critica diretta a Nanni: “Sei troppo onesto intellettualmente per credere ai 30 secondi diventati virali anziché a una dichiarazione di cinque minuti, estrapolando un passaggio tagliato ad hoc”. Per Mangolini, una volta reinserita nel contesto, la frase assumerebbe infatti “tutt’altro significato”: subito dopo, sostiene, Bonaccini invitava la sinistra a parlare anche a chi oggi vota a destra, “senza avere la puzza sotto al naso”.

“Estrapolata così a caso – aggiunge – fa il gioco di Meloni e delle destre”. E rivolgendosi ancora a Nanni osserva: “Sei troppo intelligente per non capire che è un assist alla Meloni e al governo”.

A sostegno della propria interpretazione, Mangolini allega anche lo screenshot del titolo con cui viene riportato l’intervento di Bonaccini ad Albenga: “La sinistra si tolga la puzza sotto il naso. Se non ci uniamo, vincono di nuovo loro”. Due letture, quindi, molto diverse dello stesso episodio.

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