Lettere al Direttore
7 Agosto 2026

“Coperion, a mia famiglia non è un costo da cancellare”

di Redazione | 4 min
Lettera aperta a John Grayken e ai lavoratori di Coperion
Un’azienda che guadagna non si chiude
Signor John Grayken,
La gestione operativa di Lone Star è affidata a Donald Quintin, ma lei resta il fondatore e presidente del fondo che controlla Coperion. Passaporto irlandese , vive a Londra . Compare nella banca dati dei Pandora Papers come beneficiario effettivo di una società costituita nelle Isole Vergini Britanniche. Da quella distanza, forse, arrivano attenuati i rumori prodotti da un certo modo di fare finanza: aziende trasferite , spezzettate vendute , lavoratori licenziati e famiglie lasciate senza certezze.
La vicenda ricorda Other People’s Money, il film del 1991 nel quale un finanziere guarda alle imprese come a beni da smontare, mentre altri cercano di difenderne i lavoratori, la storia e il legame con il territorio.
Secondo quanto emerso pubblicamente, Coperion guadagna! Allora come facciamo a fare lo spezzatino da vendere? Semplice , basta dire che non guadagna abbastanza ! Wow tra tutte le scuse , questa è certamente la meno plausibile .
Vorrei allora capire: Coperion Ferrara dovrebbe chiudere e trasferire altrove le proprie attività semplicemente perché non produce profitti abbastanza elevati? Chi stabilisce quando un utile diventa finalmente sufficiente?
Questa non è economia. È capitalismo selvaggio.
Questa è la contraddizione più feroce del turbo-capitalismo finanziario: chi rischia di perdere tutto non è chi decide, ma chi ha lavorato, prodotto e reso redditizia l’azienda.
Il lavoratore perde lo stipendio, la sicurezza e la possibilità di ricollocarsi. Il fondo registra una “riorganizzazione”, migliora un indicatore e passa all’investimento successivo.
Coperion Ferrara non sembra destinata alla chiusura perché incapace di stare sul mercato. Possiede professionalità, commesse e un’attività che continua a produrre valore.
Il problema sarebbe che il profitto realizzato non corrisponde a quello desiderato.
Ma quando un’impresa guadagna e viene comunque chiusa per aumentare i rendimenti altrove, non siamo davanti a una necessità industriale. Siamo davanti a una scelta politica e morale: mettere il capitale al di sopra delle persone.
Un’impresa sana non è un limone da spremere e poi abbandonare. È fatta di capitale, lavoro, conoscenza, responsabilità e rapporti con il territorio.
Senza ingegneri, progettisti, tecnici, impiegati e operai, Coperion sarebbe soltanto un marchio in un archivio societario.
Per questo le chiediamo di compiere una scelta diversa.
Sospenda i licenziamenti.
Blocchi il trasferimento delle commesse e delle competenze.
Apra un confronto vero con lavoratori, sindacati e istituzioni.
Presenti un piano industriale per rilanciare il sito di Ferrara, investendo nel riciclaggio, nei nuovi materiali, nell’assistenza tecnica e nell’ammodernamento degli impianti.
Qualora Lone Star non intendesse mantenere l’attività italiana, consenta la cessione dell’intero ramo aziendale insieme a commesse, clienti, tecnologie e strumenti necessari per continuare a lavorare.
Non consegni ai lavoratori una scatola vuota dopo avere trasferito altrove tutto ciò che possiede valore.
Lei guarda un bilancio e vede percentuali. Chi vive del proprio lavoro vede mutui, affitti, figli, dignità e futuro.
Ottanta famiglie non possono essere sacrificate perché un’impresa che produce utili non guadagna abbastanza.
Il massimo profitto non è una legge naturale.
È una scelta. E ogni scelta comporta una responsabilità.
John Grayken, dimostri che dietro quella montagna di miliardi esiste ancora la capacità di vedere le persone.
Ritiri la decisione di chiudere Coperion Ferrara oppure permetta a qualcun altro di continuare ciò che i lavoratori hanno costruito.
Un capitalismo che protegge soltanto il capitale e abbandona gli esseri umani non è sviluppo.
È potere senza coscienza.
Un invito pubblico ai lavoratori di Coperion
Invito tutti i lavoratori e le lavoratrici di Coperion Ferrara a scrivere direttamente a John Grayken .
Non permettete che la vostra storia venga ridotta a una tabella finanziaria.
Dite chi siete, da quanti anni lavorate nell’azienda, quali competenze avete costruito e che cosa significherebbe questa chiusura per voi e per le vostre famiglie.
Scrivete con fermezza, civiltà e dignità.
Non servono insulti né minacce. Servono ottanta storie vere e ottanta domande alle quali il vertice del fondo non possa rispondere nascondendosi dietro formule finanziarie e comunicati societari.
Contatti
Indirizzo professionale John Grayken:
Contatto ufficiale di Lone Star Funds:
È consigliabile indirizzare il messaggio a John Grayken e mettere in copia l’ufficio comunicazione ufficiale di Lone Star Funds.
Oggetto consigliato
Coperion Ferrara – la mia famiglia non è un costo da cancellare
Ogni lavoratore racconti la propria storia. Ogni famiglia faccia conoscere le conseguenze della chiusura. Ogni rappresentante istituzionale si assuma la responsabilità di difendere il patrimonio industriale e professionale del territorio.
Dietro gli “esuberi” ci sono persone.
Dietro la “riorganizzazione” ci sono famiglie.
Dietro la “marginalità” ci sono anni di lavoro e competenze.
Scriviamo tutti a John Grayken. Facciamogli arrivare le voci che i bilanci non possono contenere.
Roberto Baldisserotto
Grazie per aver letto questo articolo...

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