Comacchio
4 Agosto 2026
Il segretario del Pd rilancia il dibattito sui crediti di carbonio e propone una cabina di regia pubblica per reinvestire sul territorio le nuove risorse

Blue Carbon, Farinelli: “Nessuna privatizzazione delle Valli di Comacchio”

di Redazione | 3 min

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Comacchio. “Ci sono temi che non appartengono alla maggioranza o all’opposizione. Appartengono a un territorio e alle generazioni che verranno. Le Valli di Comacchio sono uno di questi”. A parlare è di Michele Farinelli, segretario del Partito Democratico di Comacchio, che entra nel dibattito su “uno dei più grandi sistemi vallivi d’Europa, di un patrimonio ambientale, storico ed economico che nessuno di noi ha ricevuto in eredità per farne ciò che vuole. Lo abbiamo semplicemente preso in custodia e abbiamo il dovere morale e politico di consegnarlo, domani, migliore di come lo abbiamo trovato”.

Per questo Farinelli ritiene che il dibattito sui crediti di carbonio debba uscire dai convegni e “diventare finalmente una discussione pubblica. Durante la campagna elettorale il tema è stato affrontato anche dall’attuale amministrazione Bellotti. Bene. Oggi è arrivato il momento di capire quale idea abbia davvero per il futuro delle Valli. Perché i crediti di carbonio possono rappresentare una straordinaria opportunità. Possono generare nuove risorse economiche per finanziare la manutenzione delle Valli, il consolidamento degli argini, il contrasto all’erosione costiera, la tutela della biodiversità, la ricerca scientifica, la valorizzazione del Parco del Delta del Po e creare nuove professionalità legate alla transizione ecologica”.

Ma proprio perché si parla di una ricchezza che potrebbe crescere negli anni, secondo il dem “la politica deve compiere oggi una scelta di fondo. Chi gestirà questa nuova economia? La posizione del Partito Democratico di Comacchio è chiara. Un patrimonio pubblico deve rimanere pubblico. Lo dico senza pregiudizi ideologici, ma con il pragmatismo che deve guidare chi amministra un bene comune”.

“Quando si parla di partnership pubblico-private  aggiunge – bisogna essere molto cauti. In molti casi rappresentano strumenti utili. Ma quando l’oggetto della discussione è un patrimonio strategico come le Valli di Comacchio, il rischio è che una collaborazione nata per attrarre investimenti finisca, nel tempo, per trasformarsi in una progressiva privatizzazione delle opportunità economiche prodotte da un bene che appartiene a tutti. È una strada che, a nostro giudizio, non deve essere percorsa. Perché sarebbe un errore pensare che il valore generato dalle Valli possa essere condiviso con interessi privati quando quel valore nasce da un patrimonio costruito nei secoli dalla natura e custodito dalla collettività”.

“La vera sfida è un’altra” secondo Farinelli: “Costruire una grande governance pubblica che metta insieme Comune di Comacchio, Ente Parco del Delta del Po, Regione Emilia-Romagna, Università ed enti di ricerca. Una governance capace di certificare i crediti di carbonio, attrarre investimenti europei e fare in modo che ogni euro prodotto venga reinvestito sul territorio. Questa sarebbe innovazione. Questa sarebbe buona amministrazione. Questa sarebbe una visione capace di guardare ai prossimi trent’anni”.

Per questo il segretario del Pd locale rivolge una richiesta al sindaco Samuele Bellotti, all’Ente Parco del Delta del Po e alla Regione Emilia-Romagna: “Dicano con chiarezza quale modello intendono perseguire. Ma rivolgo anche un appello al mio partito. La posizione del Partito Democratico di Comacchio è chiara e mi auguro che lo sia altrettanto a tutti i livelli istituzionali e politici. Dalla Regione Emilia-Romagna ai nostri rappresentanti nazionali, serve una linea coerente: i beni comuni non si privatizzano, nemmeno indirettamente, e le nuove opportunità economiche che nasceranno dalla transizione ecologica devono produrre benefici collettivi, non vantaggi per pochi”.

“La mia posizione, e quella del Partito Democratico di Comacchio, è netta – conclude -: nessuna privatizzazione, diretta o indiretta, di un patrimonio che appartiene ai cittadini. Le Valli non sono un asset finanziario. Sono un bene comune. E i beni comuni si amministrano nell’interesse generale. Facciamo delle Valli di Comacchio il primo grande modello italiano di gestione pubblica del Blue Carbon, capace di coniugare tutela ambientale, innovazione, ricerca, lavoro e sviluppo. Perché ci sono ricchezze che non si vendono. Si custodiscono. E si consegnano, più forti, alle generazioni che verranno”.

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