Michele Sarfatti è uno dei più autorevoli storici italiani della persecuzione antiebraica durante il fascismo e della Shoah in Italia.
le leggi antiebraiche del 1938;
il ruolo diretto di Mussolini nella persecuzione;
l’espulsione degli ebrei da scuole, impieghi pubblici e vita economica;
la confisca dei loro beni;
gli arresti e le deportazioni durante l’occupazione nazista e la Repubblica sociale italiana.
Dal 1982 ha lavorato presso la Fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea di Milano, il CDEC, della quale è stato direttore dal 2002 al 2016. Ha inoltre insegnato Storia della Shoah all’Università degli Studi di Milano.Tra i suoi libri più conosciuti vi sono:
Nel documento ”The Jews in Mussolini’s Italy : from equality to persecution” by Sarfatti Michele , viene chiarita la figura di Balbo in merito all’antisemitismo a pag. 71. Il giudizio di Sarfatti su Italo Balbo ha un peso particolare: non è quello di un divulgatore occasionale, ma di uno specialista che ha studiato in profondità archivi fascisti, documenti di polizia, carte amministrative e vicende delle comunità ebraiche italiane. Ciò non significa che ogni sua interpretazione sia indiscutibile, ma è certamente una fonte storiografica molto qualificata. Balbo non fu necessariamente un antisemita ideologico e radicale, ma praticò anche politiche antiebraiche e la protezione concessa ad alcuni amici ebrei non equivalse a una difesa generale degli ebrei o dei loro diritti, non era certamente amico di tutti gli ebrei come invece si sta cercando di far passare in questo periodo di ”lucidatura” storica .
Va quindi corretta affermazione troppo netta attualmente in ”circolazione” non è esatto dire che Balbo in Libia avrebbe semplicemente evitato l’applicazione delle misure antiebraiche, e che era amico di tutti gli ebrei di Ferrara.
La realtà documentata da Sarfatti mostra almeno un suo intervento autonomo e severamente discriminatorio già nel 1936. Balbo impose ai commercianti ebrei di alcune zone di Tripoli di tenere aperti i negozi il sabato, violando il riposo religioso ebraico, agli inadempienti vennero appricate 12 ritiri di licenza e tre fustigazioni eseguite in pubblico come punizione esemplare Sarfatti definisce questa scelta una: «improvvisa rigida iniziativa antiebraica di Balbo a Tripoli» e la collega alla contemporanea crisi politica di Ferrara, dove il podestà ebreo Renzo Ravenna e la rete di potere balbiana erano sotto attacco.
Roberto Baldisserotto