Portomaggiore
26 Luglio 2026
Una serata partecipata tra memoria storica, musica e impegno civile, con un omaggio alla “Pantera di Goro” Milva

Pastasciutta Antifascista: Portomaggiore rivive il gesto dei Fratelli Cervi

di Redazione | 2 min

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Portomaggiore. Una splendida serata all’insegna della convivialità, della memoria e della musica ha animato Portomaggiore in occasione della Pastasciutta Antifascista, l’iniziativa che ogni anno ricorda un momento simbolico della storia italiana.

Il 25 luglio 1943, dopo la destituzione di Benito Mussolini, i Fratelli Cervi di Campegine (Reggio Emilia) decisero di festeggiare la caduta del regime preparando e offrendo pastasciutta a tutta la popolazione. Da quel gesto semplice ma ricco di significato nasce una tradizione che, ancora oggi, viene rievocata in tutta Italia come simbolo di pace, libertà, solidarietà e antifascismo.

Quest’anno l’ANPI nazionale ha voluto dedicare la manifestazione anche alla Costituzione italiana. In tutte le iniziative organizzate sul territorio è stata infatti distribuita ai partecipanti una copia della Costituzione in formato tascabile, per ribadire il valore dei principi democratici sanciti dalla nostra Carta fondamentale.

La Pastasciutta Antifascista non è un comizio né una manifestazione di parte: è un momento di incontro aperto a tutti, nato per condividere i valori della fraternità, della pace e della liberazione da ogni forma di oppressione.

A Portomaggiore l’evento è stato organizzato da ANPI Portomaggiore, con la partecipazione delle associazioni Oltre, ANPI Ostellato-Fiscaglia, CGIL Ferrara, SPI CGIL Ferrara e Centro dell’Olmo Portomaggiore. In collaborazione con Coop Alleanza 3.0. L’iniziativa si è svolta con il patrocinio dell’Istituto Alcide Cervi, del Comune di Portomaggiore, dell’UDI – Unione Donne in Italia, del Centro Donna Giustizia e di ARCI Ferrara.

Nel corso della serata è stato inoltre ricordato il quinto anniversario della scomparsa di Milva, la “Pantera di Goro”. Per renderle omaggio sono stati proposti due celebri brani del suo repertorio: la versione originale di Bella Ciao, interpretata nel 1966 durante una trasmissione condotta da Corrado e ispirata al canto delle mondine, e la versione dedicata alla libertà, eseguita l’anno successivo nella trasmissione Senza Rete, condotta da Alberto Lupo.

Il gruppo formato da ANPI e Oltre, impegnato nella provincia di Ferrara con lo spettacolo “Don Giovanni Minzoni e Natale Gaiba – Vittime dello squadrismo fascista”, ha presentato una coinvolgente narrazione corale di circa dieci minuti, interpretata da sette voci, per raccontare ai presenti – e idealmente anche a chi ascolta da lontano – la storia e il significato dell’esempio dei Fratelli Cervi.

La serata è poi proseguita con l’esibizione del cantante Vittorio Bonetti e di Gianni Parmiani, che hanno accompagnato il pubblico in un percorso tra musica e parole dedicato al valore della libertà.

Un sentito ringraziamento va infine a tutte le volontarie e a tutti i volontari che, con il loro impegno e la loro disponibilità, hanno contribuito alla riuscita della manifestazione.

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