La Darsena da luogo di riqualificazione al degrado il passo è breve ed è già iniziato da qualche anno. Del resto se il modello è quello del divertimentificio con fiumi di alcool a favore del profitto di privati, occupando spazi pubblici, questo è il risultato.
La bellezza della darsena in autunno/inverno/primavera si trasforma in estate in una serie di manifestazioni tutte uguali, cambia solo il nome con gazebi ormai accatastati l’uno sull’altro, dell’impatto estetico molto discutibile. La formula è sempre quella: musica, cibo e fiumi di alcol.
Concentrare troppi locali in una zona porta inevitabilmente alla malamovida, lo è stato, a suo tempo, il sagrato del duomo, piazza Verdi, via Carlo Mayr con inevitabile conflitto tra i frequentatori della movida e i residenti. Adesso è il momento della darsena, risse tra ubriachi, gente che in piena notte, passando per le vie di transito canta e urla a squarciagola, incuranti di chi risiede in zona e avrebbe anche diritto al riposo, e sarà sempre peggio.
Un altro modello potrebbe essere possibile? Io penso di sì e la politica dovrebbe lavorare e trovare modelli per contemperare le diverse esigenze nel rispetto di chi quei luoghi li abita anziché creare fazioni e tifoserie contrapposte alimentando muri contro muri. Programmazione, partecipazione e ascolto di tutti i soggetti interessati: si potrebbe iniziare da qui prima che sia troppo tardi.
Una residente