Il Forum Ferrara Partecipata ha depositato, mercoledì 15 luglio, al Protocollo del Comune di Ferrara, una petizione con cui chiede all’amministrazione comunale di dare attuazione alle misure previste dal Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums) per i due principali assi est-ovest della città: corso Giovecca-viale Cavour e corso Porta Mare-Porta Po.
Secondo i promotori, queste arterie rappresentano oggi alcune delle “principali criticità urbane”. Richiamando i dati contenuti nel Pums, il Forum evidenzia come entrambe registrino flussi di “traffico superiori ai 15mila veicoli al giorno” e figurino tra le “strade cittadine con il maggior numero di incidenti” che coinvolgono pedoni e ciclisti. A questo si aggiungono livelli di “inquinamento atmosferico da polveri sottili e ossidi di azoto superiori alla media cittadina”, in un contesto caratterizzato dalla presenza di scuole, attività commerciali, abitazioni e del patrimonio storico riconosciuto dall’Unesco.
L’obiettivo della petizione è quello di ridurre il traffico di attraversamento, migliorare la sicurezza stradale e favorire una mobilità più sostenibile, riequilibrando lo spazio pubblico a favore di pedoni, biciclette e trasporto pubblico.
Nel documento vengono avanzate cinque richieste principali. La prima riguarda l’avvio di un percorso partecipativo, coinvolgendo cittadini, associazioni e categorie economiche prima dell’adozione degli interventi previsti.
Il Forum chiede inoltre l’introduzione immediata di Zone 30 e di misure per la moderazione del traffico, come attraversamenti rialzati, restringimenti di carreggiata, dissuasori e cuscini berlinesi.
Tra le proposte figura anche la realizzazione di piste ciclabili in sede propria lungo entrambi gli assi, per ridurre la conflittualità tra auto, biciclette e pedoni.
La petizione sollecita poi l’attuazione della Low Emission Zone prevista dal Pums, nel tratto compreso tra via Palestro e via Ariosto, con il divieto di accesso ai veicoli benzina e diesel fino a Euro 5 nello scenario previsto dal piano e, successivamente, il passaggio a un’area accessibile ai soli mezzi elettrici.
Infine viene chiesto al Comune di avviare uno studio di fattibilità per la trasformazione della Low Emission Zone in una vera e propria area pedonale integrale, come ipotizzato negli scenari di lungo periodo del Pums.
I promotori chiedono che l’amministrazione comunale si esprima entro 60 giorni dalla presentazione della petizione, indicando tempi e modalità del percorso partecipativo e dell’eventuale attuazione dei provvedimenti richiesti.
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