Egregio Direttore,
il neo rieletto Segretario della UIL, Pierpaolo Bombardieri, ha di recente parlato, giustamente, della eccessiva imposizione fiscale che grava su lavoro dipendente e pensioni. La Corte dei Conti non ritiene plausibile che uno Stato possa ritenere normale che l’82 per cento dell’IRPEF possa derivare solo da pensioni e lavoro dipendente. Tale anomalia si registra non da oggi; ma da oltre cinquant’anni. E’ chiaro che c’è qualcosa che non va nei bilanci pubblici, se una precisa categoria di cittadini deve sopportare tale gravoso carico fiscale.
Il governo Meloni, sensibile al problema, ha pensato di alleggerire le aliquote che colpiscono i redditi medi: tale attenzione è stata, però, vanificata da Regioni e Comuni (le Province sono state, di fatto, abolite con la riforma Del Rio). In particolare la Regione Emilia Romagna ha aumentato l’addizionale regionale IRPEF, ha aumentato i ticket sanitari, tassa di circolazione (quello che conosciamo come bollo) che dovrebbe servire per la manutenzione delle strade. Però la Regione ha fatto una scelta ben precisa di non avere nemmeno un metro di strade di proprietà, avendo trasferito tutta la propria viabilità a Comuni e Province. Ciò a seguito delle modifiche costituzionali del Governo Amato approvate con pochissimi voti in più del quorum e, quindi, senza il ricorso al referendum confermativo. Come a dire che le riforme, sbagliate, della sinistra sono corrette.
Nel settembre del 1973, con una serie di DPR, è stato varato l’attuale sistema fiscale che nel corso dei decenni ha subito molte aggiunte e modifiche, tanto che oggi è un sistema che grava quasi esclusivamente sul lavoro dipendente oppure sulle pensioni, in quanto non permette di detrarre tutta una serie di costi che può scaricare un lavoratore autonomo.
Un fatto personale: per raggiungere le varie sedi di lavoro che mi sono state assegnate durante i trentacinque anni, da lavoratore dipendente e funzionario, ho percorso poco più di un milione di Km. Poiché il mio contratto di lavoro non prevedeva il rimborso di tali spese, avendo l’obbligo contrattuale di residenza nel Comune di lavoro, per cui il datore di lavoro mi avrebbe corrisposto le spese di trasloco e sistemazione, ed avendo io fatto la scelta di acquistare una casa di proprietà, nel corso degli anni mi sono dovuto pagare l’acquisto delle varie auto, senza possibilità di detrarre nè la spesa di acquisto dell’auto, né dei carburanti e delle varie manutenzioni, dal momento che i trasporti pubblici non mi avrebbero consentito di rispettare gli impegni lavorativi.
Per cui credo che sarebbe ora di fare una seria riforma fiscale ed un organico controllo della spesa pubblica. Tutte cose difficili e complicate; per cui è più facile, e comodo, lasciare le cose come stanno, e a pagare siano pensioni e lavoro dipendente tassati fino all’ultimo centesimo, grazie alla figura del sostituto d’imposta, come avviene da oltre mezzo secolo, ormai, e lasciare che il sindacato continui le sue lamentele.
Ringrazio per la gentile attenzione e porgo cordiali saluti.
Lucio Maccapani