Salute
7 Luglio 2026
Coinvolgerà 450 ultraottantenni della provincia. Al via una rete integrata per prevenire il decadimento cognitivo, la scarsa aderenza terapeutica e l'isolamento sociale

Telemedicina e grandi anziani, progetto Ausl selezionato dal Ministero della Salute

di Redazione | 4 min

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Un progetto dell’Ausl di Ferrara per i “grandi anziani” è tra quelli scelti da Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari), e finanziati nell’ambito dell’Avviso pubblico promosso per la selezione di strumenti di sanità preventiva e di telemedicina a favore delle persone che hanno compiuto 80 anni.

L’iniziativa rientra nel PNRR, ambito “Telemedicina per un miglior supporto ai pazienti cronici”, ed è finanziata dall’Unione europea attraverso NextGenerationEU. Il progetto ferrarese, inserito nella graduatoria degli ammessi, è coordinato dalla dottoressa Sonia Cicero, Direttrice del Dipartimento Interaziendale Funzionale Sanitario, Socio-Sanitario e della Fragilità, ed è il risultato di un lavoro corale a cui hanno contribuito in modo rilevante la dottoressa Maria Chiara Bongiovanni (Direttrice delle Attività Socio Sanitarie Ausl) e il dottor Franco Romagnoni (Direttore Dipartimento Cure Primarie). 

Sono state pensate e progettate nuove risposte per le sfide poste dall’invecchiamento della popolazione e dalle disuguaglianze di accesso ai servizi sociosanitari, in particolare nelle aree interne e periferiche del territorio ferrarese, dove la bassa densità abitativa, la distanza dai presidi sanitari e la limitata disponibilità di trasporti aumentano il rischio di isolamento e di progressione delle malattie cronico-degenerative. 

Forte dunque l’uso della telemedicina – grazie alla collaborazione della dottoressa Anna Rita Pettinato, Direttrice della Innovazione Digitale di Ausl.

“Questo risultato conferma la capacità del nostro sistema sanitario e sociosanitario di fare rete e di innovare al servizio delle persone più fragili. Il progetto – spiega la dottoressa Nicoletta Natalini, Direttrice Generale delle Aziende Sanitarie ferraresi – valorizza alleanze già consolidate sul territorio tra sanità, enti locali, farmacie e terzo settore, e le mette al servizio di un obiettivo preciso: intercettare precocemente i rischi legati all’età e garantire ai grandi anziani un accompagnamento costante, integrato e vicino ai loro bisogni reali” .

“Abbiamo costruito un modello che unisce valutazione, presa in carico e accompagnamento nel tempo, con un sistema di monitoraggio in tre livelli che ci consente di seguire ogni persona coinvolta e di attivare tempestivamente la rete sanitaria in caso di necessità. Il coinvolgimento di assistenti sociali, infermieri di comunità, psicologi, volontari e caregiver è la forza del progetto, perché – mette in evidenza la dottoressa Cicero permette di intercettare i grandi anziani anche fuori dai contesti sanitari tradizionali e di offrire loro percorsi realmente su misura”. 

“La componente digitale di questo progetto – rimarca infine la dottoressa Pettinatonon sostituisce la relazione umana, la potenzia. Strumenti come le piattaforme di teleassistenza, gli applicativi per il monitoraggio dell’aderenza terapeutica e i dispositivi pensati per chi ha meno dimestichezza con la tecnologia ci permettono di raggiungere anche le persone più isolate o distanti dai presidi sanitari, garantendo tracciabilità, continuità assistenziale e interoperabilità con il Fascicolo Sanitario Elettronico” .

Il dettaglio del progetto

L’Ausl di Ferrara è capofila del progetto che vede in rete, oltre all’Azienda Ospedaliera Universitaria, i Servizi Sociali dei Comuni, la rete delle farmacie territoriali, la Cooperativa sociale Cidas e le associazioni del territorio impegnate da anni sui temi delle demenze e dell’invecchiamento attivo, tra cui Ama, Mazzuca e Ancescao.

L’obiettivo è costruire una rete di prevenzione e presa in carico rivolta alle persone ultraottantenni affette da almeno una patologia cronica e non seguite dall’assistenza domiciliare integrata (Adi), capace di intercettarle precocemente sia nei luoghi tradizionali dell’assistenza – ambulatori, farmacie, Case di Comunità, sportelli sociali dei Comuni – sia in contesti di vita quotidiana come centri sociali, sagre e iniziative di quartiere. La sperimentazione, della durata di 18 mesi, punta ad arruolare fino a 450 grandi anziane e ad intervenire su tre fronti integrati: la prevenzione del deterioramento cognitivo, il sostegno all’aderenza terapeutica e il contrasto all’isolamento sociale.

Il modello organizzativo prevede la presa in carico da parte di assistenti sociali e altre figure laiche appositamente formate, insieme a percorsi individuali di stimolazione cognitiva, incontri intergenerazionali e attività di gruppo in videoconferenza dedicate alla socializzazione.

Un ruolo centrale è affidato agli infermieri di famiglia e di comunità e agli strumenti digitali: piattaforme di teleassistenza, applicativi per il monitoraggio dell’aderenza terapeutica con sistemi di alert e dispositivi pensati per superare le barriere digitali, come la tv connessa che consente videochiamate e messaggistica semplificata anche a chi non utilizza smartphone o tablet.

Il progetto sarà realizzato in stretta coerenza con i principi di parità di genere, equità e inclusività.

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