Donna morta in stazione. Ieri l’autopsia, ora tossicologici e analisi Dna
È stata eseguita ieri (8 settembre), nel tardo pomeriggio, l'autopsia sul corpo della donna trovata morta venerdì 4 settembre nella zona della stazione ferroviaria di Ferrara
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Un 46enne di nazionalità albanese è attualmente a processo davanti al tribunale di Ferrara con le accuse di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e tentata estorsione. L’uomo era stato arrestato nell’aprile 2021 dalla Polizia di Stato insieme a una donna ferrarese di 51 anni, anche lei imputata in un procedimento separato.
L’operazione – stando alle carte dell’inchiesta – era scattata il 20 aprile 2021, quando gli agenti della Squadra Mobile avevano effettuato una perquisizione nell’abitazione dell’imputato. All’interno dell’appartamento erano stati rinvenuti 96 grammi di cocaina, 6 grammi di marijuana e 8 grammi di hashish, già suddivisi in dosi. Gli investigatori avevano inoltre sequestrato bilancini di precisione, materiale per il confezionamento delle sostanze stupefacenti e circa 9.900 euro in contanti, suddivisi in mazzette di diverso taglio.
Secondo l’accusa inoltre, l’uomo, insieme con la donna, tra il 31 dicembre 2020 e il 20 aprile 2021, avrebbe ceduto sostanze stupefacenti per un valore complessivo di circa 30.000 euro a una coppia di assuntori, che avrebbero accumulato un debito legato all’acquisto della droga.
Per il recupero del denaro, sempre secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe stata tentata un’estorsione attraverso gravi minacce, tra cui quella di “tagliargli la gola”. Le intimidazioni sarebbero proseguite anche dopo l’arresto, fino al nuovo intervento della Squadra Mobile, che riuscì a impedire ulteriori conseguenze.
Durante l’intervento, gli agenti hanno inoltre sequestrato diversi beni che gli assuntori avrebbero consegnato come garanzia del debito, tra cui cinque buoni fruttiferi, una Lancia Y e la patente di guida di uno dei due.
L’udienza del procedimento a carico del 46enne è fissata per il 30 novembre.
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