di Caterina Spadi
Presentato, presso Palazzo Costabili-Bevilacqua, ProPsiFe (Progetto Psichiatria Ferrara), frutto della collaborazione tra la Sezione di Psichiatria del Dipartimento di Neuroscienze e Riabilitazione Unife e il Sistema Bibliotecario di Ateneo che intreccia il patrimonio di Ferrara con il percorso storico della psichiatria, confermando “il ruolo di Ferrara come centro di conoscenza, ricerca e cultura”, come afferma l’assessora alle Politiche Sociosanitarie Cristina Coletti.
Il progetto, che ambisce a costituire un vero e proprio patrimonio per la cittadinanza ferrarese, “traccia i punti salienti della psichiatria nella storia di Ferrara degli ultimi 170 anni, a partire dall’istituzione del manicomio fino ai giorni nostri”, illustra la rettrice Laura Ramaciotti.
In tale prospettiva, fa combaciare la storia della città con la storia della psichiatria, dando vita ai luoghi significativi per la disciplina e alle persone che li hanno attraversati. “ProPsiFe acquisisce ulteriore rilevanza – prosegue la rettrice – davanti alle sfide odierne, che richiedono incessante ricerca e nuove applicazioni nell’ambito psichiatrico sia per quanto riguarda le cure che circa la sensibilizzazione di cittadini ed istituzioni”.
Inoltre, in un’era in cui parlare di psichiatria significa coniugare evidenza scientifica e valori umani, ProPsiFe trova spazio come mezzo di promozione di “destigmatizzazione” della malattia psichiatrica che, riporta il prefetto di Ferrara Massimo Marchesiello, “troppo spesso viene associata a problemi di ordine pubblico e soggetta a deumanizzazione”.
Spinta concreta e motore del progetto è stata la donazione, da parte dei nipoti Gaetano Giovanni ed Eleonora Gandini, del fondo archivistico del professore e medico psichiatra Gaetano Boschi, il cui contributo professionale si interseca con la città. I reperti, custoditi con cura da Eleonora Gandini, coprono il periodo compreso tra il 1906 e il 1969, e comprendono materiale scientifico e ricordi personali, ora patrimonio a disposizione dell’Ateneo.
“Il lavoro di acquisizione, conservazione delle carte e digitalizzazione ha unito competenza tecnica e scientifica,” spiega la responsabile del Sistema Bibliotecario dell’Università di Ferrara Marina Contarini, “e ha permesso di trasformare pubblicazioni scientifiche, carteggi e fotografie in storia viva tramite pensati percorsi narrativi, oggi fondamentale supporto all’attività didattica e di ricerca”.
Entrando nel vivo del progetto, esso si compone di quattro fasi, illustrate in conferenza stampa dal professore di Psichiatria dell’Università di Ferrara Luigi Grassi, ideatore e creatore principale, membro del comitato scientifico.
Si identificano quindi una prima fase che ricopre il periodo dalla fondazione dell’ospedale psichiatrico fino agli inizi del Novecento, consultabile presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, una seconda fase che racconta il primo decennio del Novecento, dedicata appunto al professore Gaetano Boschi, il periodo della Riforma Psichiatrica ed infine l’evoluzione della psichiatria ad oggi.
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