Attualità
24 Giugno 2026
Intervento del Forum Ferrara Partecipata nel quale critica l'attuale amministrazione di Ferrara per i concerti al Parco Urbano e nelle piazze Ariostea e Trento Trieste

“Del metodo per far male le politiche culturali”

di Redazione | 4 min

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C’era una volta la cultura degli assessori, poi è venuta avanti la politica dei ‘giacimenti culturali’ ora si è affermata nella nostra città l’epopea del sindaco impresario. Non si vuole entrare qui nel merito delle valutazioni/ricadute economiche dei grandi concerti che questa Amministrazione ha sostenuto per Ferrara. Ancora si attendono a riguardo chiari bilanci economico-sociali che indichino anche ricadute occupazionali sulla nostra comunità. Finora non vi sono stati studi ‘scientifici’ provenienti da istituzioni indipendenti che abbiano mostrato effetti socio-economici rilevanti.

Sono invece altri i temi che qui si vogliono affrontare.

In primis siamo convinti che un’Amministrazione comunale debba agire in modo diretto o indiretto per sostenere ‘Battiti Live Spring’, il compleanno di Radio 105 o il Superkaraoke? Questo quesito vale anche per Ferrara Summer Festival ma soprattutto per i due concerti di Vasco Rossi al Parco urbano.

Siamo sicuri che questi eventi, già ampiamente sostenuti dal ‘mercato’ abbiano la necessità di un intervento pubblico e non possano svilupparsi con i propri mezzi? Non è forse più legittimo che un’ Amministrazione pubblica riconosca e promuova l’innovazione, le energie artistiche delle giovani generazioni, l’apertura di orizzonti e non si soffermi ad incoraggiare tutto ciò che ha già un ampio consenso?

Molti giovani artisti attendono palcoscenici ove incontrare il pubblico, sale prova dove sperimentare, residenze artistiche ove ricercare. Ferrara non ha spazi di questo tipo e non ne sta progettando (non ne ha approfittato neppure con la grande occasione del Pnrr). Sicuramente è nella situazione più critica in Regione.

Che tutta l’operazione Grandi eventi avvenga utilizzando il ‘braccio secolare’ della Fondazione Teatro Comunale (si veda l’ultima variazione di bilancio per il concerto di Vasco) lascia allibiti. La Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, nel suo Statuto ha il mandato di promuovere la cultura musicale, teatrale, performativa. Ora chiediamoci quale sia il filo che collega questa vocazione ad un rocker, sicuramente di grande fama, come Vasco Rossi, Hunzicker o Marilyn Manson che hanno una forza economica e un seguito di pubblico per sostenersi ampiamente da soli.

Questo per dire che ovviamente la nostra città può ospitare eventi di questo tipo, nessuno lo nega, ma non si capisce perché ciò debba avvenire con sostegno pubblico.

L’altra grande questione riguarda l’uso’ della città per tali avvenimenti.

L’attuale Amministrazione comunale ‘legge’ gli spazi cittadini come fossero tessere uniformi da riempire a piacere. Ora non vogliamo credere ad un mitico genius loci, né immaginare la città come organismo ma la pensiamo come ambiente. Ogni luogo di Ferrara ‘risuona’ in modo differente, le onde che vi si liberano sono composte dalla sua storia, dalla gente che vi abita, dalle memorie e dai bisogni che li permeano. Disporre grandi concerti accanto al campanile del duomo o attorno alla statua di Ariosto significa non aver ascoltato l’essenza di quei luoghi, significa non aver compreso il vissuto di chi vive la quotidianità di Ferrara. Si è costretto una parte di cittadinanza ad essere esiliata da spazi comuni in una visione della città ingabbiata e talvolta militarizzata.

Tali scelte sembrano governate dalla semplicistica idea: c’è una bella piazza, c’è un ampio parco…ecco lì ci facciamo un concerto!

Da tempo si suggerisce per i grandi concerti un altro spazio nell’area sud della città. Noi del Forum Ferrara Partecipata abbiamo proposto per i grandi eventi l’area aereo portuale, anche con formali osservazioni al Piano Urbanistico Generale. Un luogo che ha già mostrato in passato di saper accogliere manifestazioni di grandi dimensioni (Festival nazionale dell’Unità 1985 con circa tre milioni di visitatori), spazio che andrebbe attrezzato in alternativa al Parco Urbano che per il suo delicato equilibrio e ricchezza in biodiversità, ha tutt’altra natura.

Quel che si fatica a comprendere è l’ostinazione di questa maggioranza politica a non confrontarsi con ipotesi alternative aprendo tavoli con associazioni e comitati. E qui sta uno dei nodi prioritari della politica ferrarese: l’attuale governo della città non ascolta, non presta l’orecchio alle ragioni di molti cittadini singoli e/o riuniti in associazioni.

Si respira una suggestione diffusa che trova nella nostra Amministrazione un laboratorio privilegiato: superare la democrazia (accantonando la partecipazione o disattivandola) perché lenta o altro e inaugurare una nuova epoca in cui il potere è governo, e il governo è comando. Tutto il resto può solo disciplinarsi in forma gregaria rispettando la nuova gerarchia.

Forum Ferrara Partecipata

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