Gentile Direttore,
ho seguito con attenzione il progetto di interramento della ferrovia, leggendo quanto riportato dalla stampa e dai canali informativi cittadini. Purtroppo, la sensazione che ne ricavo è quella dell’ennesima occasione mancata per ripensare in modo organico il futuro di un intero quartiere, anziché limitarsi a un intervento parziale.
Il dibattito e le presentazioni pubbliche si sono concentrate quasi esclusivamente sull’area sovrastante l’attuale tunnel ferroviario. Nulla, o quasi, si è invece letto riguardo al destino delle aree che saranno liberate dalla rimozione dei binari lungo l’altra linea che interseca Via Bologna. Eppure, un progetto di tale portata dovrebbe offrire una visione complessiva e definita del futuro dell’intero comparto urbano, non soltanto di una sua porzione.
Basta passeggiare per Ferrara in questi giorni per rendersi conto di quanto la città abbia bisogno di più verde, di alberature ad alto fusto e di una riduzione delle superfici asfaltate e cementificate. Le ondate di calore sempre più frequenti rendono evidente la necessità di contrastare il fenomeno delle isole di calore urbane, che incidono direttamente sulla qualità della vita dei residenti.
Invece, leggiamo della realizzazione di 150 nuovi parcheggi. Una scelta che lascia perplessi, considerando che nelle immediate vicinanze esistono già aree di sosta spesso sottoutilizzate, come il parcheggio di Via Passega. Viene allora da chiedersi se il problema sia davvero la carenza di posti auto oppure una visione della mobilità che continua a privilegiare l’automobile rispetto a soluzioni più sostenibili.
Quest’area avrebbe potuto diventare l’occasione per realizzare piste ciclabili immerse nel verde, nuovi filari alberati, parchi urbani e corridoi ecologici capaci di collegare tra loro le diverse zone del quartiere. Si sarebbe potuto presentare un progetto a 360 gradi, in grado di immaginare fin d’ora il futuro delle aree che saranno disponibili dopo la rimozione dei binari e il completamento degli interventi previsti nell’area del Foro Boario.
Mentre in molte città europee si investe nel depaving, nella rinaturalizzazione degli spazi urbani e nell’adattamento ai cambiamenti climatici, a Ferrara sembra prevalere ancora una volta la logica dell’asfalto e dei parcheggi. È una scelta che considero miope e che appare ancora più sorprendente se sostenuta da chi detiene la delega alla Forestazione Urbana.
Peccato. Un’occasione importante per costruire una città più verde, vivibile e resiliente rischia di trasformarsi nell’ennesimo intervento privo di una visione davvero lungimirante.
Cordiali saluti,
Bruno Tassinari