Lettere al Direttore
17 Giugno 2026

Elezioni ed evoluzioni

di Redazione | 4 min
Carissimo Direttore,
sono ancora io, Enrico Carli.
Un elettore di destra liberale, uno di quelli che ha sempre guardato con simpatia al Cavaliere e a quella politica fatta di pragmatismo, moderazione e, perché no, anche di un po’ di buonumore.
A Comacchio ho sempre apprezzato il modo di fare di Emanuele Mari. Una persona discreta, competente, mai sopra le righe. Uno di quelli che non aveva bisogno di gridare per farsi ascoltare. E nella politica di oggi non è poco.
Come le scrissi già nel settembre del 2025, non avrei votato Bellotti. Avevo percepito poca chiarezza, alcune forzature e una certa fretta nel costruire un racconto che non mi convinceva fino in fondo.
Ho votato quel galantuomo di Pierluigi Negri.
Poi le elezioni sono andate come sappiamo. Bellotti ha vinto.
Il voto è sempre sovrano.
Quello che invece non mi ha sorpreso affatto è stato vedere Marco Fabbri al suo fianco. Anzi, era una delle poche cose che avevo previsto con assoluta precisione.
Ricordo che l’ex consigliere comunale aveva smentito pubblicamente in consiglio comunale questa possibilità. Ma si sa, in politica c’è chi cambia idea e chi cambia versione. E Marco Fabbri, nel corso degli anni, ha dimostrato una certa agilità in entrambe le discipline.
Il Comacchiese, ogni tanto, dimentica. Dimentica le polemiche sulla fabbrica delle polveri, dimentica le vecchie appartenenze, dimentica le dichiarazioni di ieri quando arrivano le convenienze di oggi.
E così assistiamo a evoluzioni che farebbero impallidire anche i migliori ginnasti olimpici: dal Movimento 5 Stelle alla civicità, passando per aree vicine alla sinistra ed in consiglio regionale a fianco alla Marcella Zappaterra in quota PD fino ad arrivare oggi a una collaborazione politica con Samuele Bellotti e il centrodestra.
Se non fosse una collaboratrice non si potrebbe essere così felici quanto il partito che ti ha sfamato per gli ultimi 5 anni perde.
Mi viene in mente una vecchia barzelletta.
Un signore chiede a un amico: «Ma tua moglie cambia mai idea?»
E lui risponde: «Certo. Prima dice una cosa, poi mi spiega che aveva ragione anche quando diceva il contrario.»
Ecco, in politica spesso succede qualcosa di molto simile.
Nel frattempo, festa grande in piazza. Festa al Malua. Baci, abbracci, sorrisi. Il senatore Alberto Balboni, Naomi Lodi, dirigenti, sostenitori e tanti protagonisti della nuova stagione politica comacchiese.
Insomma, una carriera movimentata. Una carriera che, per certi aspetti, ricorda quelle grandi storie della politica italiana dove il percorso conta molto più del punto di partenza.
Restano però due domande.
La prima: che cosa farà adesso Marco Fabbri?
È già presidente del Parco in pectore?
La seconda: il PD ferrarese, che durante tutta la campagna elettorale è apparso quasi invisibile nelle figure di Marcella Zappaterra e Nicola Minarelli, ha avuto un qualche ruolo in questa sorprendente inversione di rotta?
A pensare male non si fa peccato si è sempre detto.
Dicono che la politica sia l’arte del compromesso. Io aggiungerei che, qualche volta, è anche l’arte della sorpresa.
Per il momento non resta che osservare.
Certo, se fossi il segretario del PD di Comacchio, qualche domanda me la farei e mi sarei guardato alle spalle prima.
Col sorriso spesso ti trovi già decapitato.
E se fossi il presidente della Regione Emilia-Romagna, valuterei con attenzione il quadro politico che si sta delineando nel Delta del Po, dove l’influenza del senatore Balboni appare oggi più forte che mai ed un suo ex collega sembra voglia diventare il riferimento con il cappello di Fratelli d’Italia.
Ma prima di salutarla, Direttore, mi permetta una considerazione finale.
In questi anni ho visto molti cambiare casacca, molti cambiare compagnia e qualcuno persino cambiare idee con la velocità con cui si cambia canale alla televisione. Per questo sento il dovere di rivolgere un caloroso abbraccio a quello che, ai miei occhi, resta uno dei pochi politici ad aver interpretato fino in fondo i valori fondanti di Forza Italia: Emanuele Mari.
Una persona che ha sempre preferito il lavoro silenzioso ai riflettori, i contenuti agli slogan, il rispetto degli avversari alle polemiche quotidiane. Una politica fatta di stile, che oggi sembra quasi passata di moda.
Mi auguro sinceramente che possa tornare protagonista della scena politica comacchiese, perché il centrodestra liberale, garantista, moderato e popolare che tanti di noi hanno conosciuto e sostenuto ha ancora bisogno di figure come lui.
Perché le vittorie passano, le alleanze cambiano, le stagioni politiche si susseguono. Ma la credibilità personale, quella resta.
E come diceva spesso il Presidente Berlusconi, il consenso si conquista, ma la fiducia si merita.
Con stima e amicizia,
Enrico Carli
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