Mi sembra evidente che Vannacci stia cercando, con un certo successo, di accalappiare i voti di quella fetta di elettorato che non si riconosce più nel partito di Giorgia Meloni o nella Lega.
In tutta Europa c’è una percentuale di elettori (piaccia o non piaccia, vedi AFD in Germania) che è sensibile a parole d’ordine “politicamente scorrette” che nessuno vuole più pronunciare, almeno pubblicamente. Ed è chiaro il disegno di Vannacci: intercettare le simpatie di quegli elettori di estrema destra, qualunquisti o genericanente anti-sistema, enunciando concetti che volutamente sono provocatori.
Il suo famoso libro ebbe successo per le reazioni allarmate di certa sinistra (e non solo) che ebbe vasta eco e gli regalò una enorme pubblicità.
Se nessuno ne avesse parlato avrebbe venduto ben poche copie…
Possibile che non si capisca un concetto elementare : lanciando alti lai ogni volta che Vannacci si esprime con sapienza tattica (è un militare) e dandogli grande spazio nei media, si fa il suo gioco.
Il generale ha studiato Clausewitz e sa che è inutile conquistare posizioni moderate che non sono alla sua portata (anche perché il campo è già abbastanza affollato). E quindi punta a raggiungere obiettivi conquistabili.
Più si dà visibilità alle sue provocazioni e più si fa il suo gioco. Ma temo che, specie a sinistra, non si voglia comprendere questo dato elementare. A meno che qualcuno non pensi che sia meglio dare spazio a Vannacci perché, alla fine, potrebbe essere proprio lui a causare la sconfitta del centrodestra.
A pensar male si fa peccato – soleva ripetere Andreotti – ma spesso ci si prende…
Gianni Toselli