Terre del Reno
13 Giugno 2026
La minoranza denuncia cantieri non coordinati, ordinanze contraddittorie e pesanti ripercussioni per cittadini e imprese. Margutti: "Non si può governare un territorio improvvisando sulla pelle di chi ci vive e lavora"

Viabilità in crisi nell’Alto Ferrarese, Futuro Comune attacca: interrogazione sul ponte di Sant’Agostino

di Redazione | 3 min

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Viabilità in via Statale, revocata l’ordinanza

Il Comune di Terre del Reno informa la cittadinanza che l'Ordinanza n. 32 del 9 giugno 2026, relativa a ulteriori modifiche alla viabilità sul ponte della SP 66 in via Statale, è stata revocata

Sant’Agostino. L’Alto Ferrarese rischia la paralisi viaria a causa della contemporanea presenza di numerosi cantieri e di una presunta mancanza di coordinamento tra enti locali. È la denuncia contenuta in un’interrogazione depositata il 10 giugno dal gruppo di minoranza Futuro Comune nel Consiglio comunale di Terre del Reno, che individua nel caso del ponte sul Cavo Napoleonico di Sant’Agostino il simbolo di una più ampia criticità nella gestione della viabilità territoriale.

Secondo il gruppo guidato da Francesco Margutti, il territorio si sarebbe trasformato in “un immenso cantiere a cielo aperto”, con cittadini e imprese costretti a fare i conti con una situazione definita conseguenza di una “totale mancanza di coordinamento tra gli Enti”.

Nel documento vengono ricordate le numerose criticità che interessano la rete stradale dell’area: la chiusura del Ponte Nuovo tra Cento e Pieve di Cento dal 27 aprile, le limitazioni sul ponte di Dosso, la chiusura della strada correggese tra Mirabello e Casumaro e le restrizioni lungo la Sp9 Bondeno-Casumaro.

Nel mirino della minoranza finisce in particolare la gestione dei lavori sul ponte della Sp66 a Sant’Agostino. Futuro Comune parla di una “gestione superficiale, priva di preavviso e progettualità, che ha trasformato un cantiere necessario in un incubo quotidiano”.

Tra le contestazioni figura anche la tempistica della comunicazione ai cittadini. Secondo quanto riportato nell’interrogazione, l’Amministrazione comunale avrebbe incontrato residenti e commercianti soltanto la sera dell’11 maggio, poche ore prima dell’avvio delle modifiche alla viabilità entrate in vigore il mattino successivo. Per la minoranza, “le decisioni, che impattano pesantemente sulla vita e sull’economia del paese, erano di fatto già state prese a porte chiuse”.

Il documento ricostruisce inoltre quello che viene definito un continuo “valzer” di ordinanze. Dopo gli annunci e le successive revoche delle prime disposizioni emanate a marzo, a maggio sarebbe stata adottata una nuova soluzione con il senso unico in uscita verso Cento. A giugno, invece, l’ordinanza numero 32 ha vietato temporaneamente il passaggio anche a pedoni e biciclette, salvo essere ritirata due giorni dopo. Una situazione che, secondo Futuro Comune, dimostrerebbe “un’evidente navigazione a vista” e genererebbe confusione tra cittadini e utenti della strada.

Le conseguenze, sostiene il gruppo consiliare, non riguardano soltanto i pendolari e il trasporto pubblico, ma anche le attività economiche locali. Vengono infatti segnalate “vere e proprie perdite economiche per le attività commerciali di Sant’Agostino”, alle quali sarebbero stati promessi verbalmente ristori economici che, a oggi, non troverebbero riscontro in atti ufficiali.

Le criticità, secondo la minoranza, interessano anche San Carlo, dove il traffico deviato aggraverebbe una situazione già complessa per la presenza di altri cantieri e problemi di viabilità.

A preoccupare Futuro Comune è anche il futuro prossimo. Nei prossimi mesi dovrebbero infatti partire ulteriori lavori in Corso Roma a Sant’Agostino, previsti per almeno sei mesi, e in via Verdi a Dosso, con una durata stimata di quattro mesi. Una sovrapposizione di interventi che, secondo il gruppo, rischia di “condannare l’Alto Ferrarese alla paralisi”.

Attraverso l’interrogazione, la minoranza chiede all’amministrazione comunale “chiarezza e certezze”, domandando di conoscere il piano complessivo della viabilità per i prossimi mesi, l’eventuale stanziamento di fondi per sostenere le imprese danneggiate e un miglioramento della comunicazione verso cittadini e operatori economici.

“Non si può governare un territorio improvvisando sulla pelle di chi ci vive e lavora”, conclude il documento firmato da Francesco Margutti per Futuro Comune.

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