Ferrara verso una nuova fiammata di caldo: temperature oltre i 35 gradi
Dopo la parentesi instabile e temporalesca del fine settimana, Ferrara si prepara ad affrontare una nuova fase di caldo intenso
Dopo la parentesi instabile e temporalesca del fine settimana, Ferrara si prepara ad affrontare una nuova fase di caldo intenso
Una serata partecipata tra memoria storica, musica e impegno civile, con un omaggio alla “Pantera di Goro” Milva
Un nuovo intervento da oltre 13 milioni di euro alla Casa della Comunità "Cittadella San Rocco" di Ferrara. Tra i progetti finanziati dagli investimenti Inail per l'edilizia sanitaria in Emilia-Romagna c'è anche la ristrutturazione del Padiglione 25 dell'ex Sant'Anna
Previsti temporali localmente forti nella giornata di domenica 26 luglio, con possibili allagamenti. I fenomeni più intensi sono attesi nel pomeriggio
La Clinica Ortopedica e Traumatologica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara è stata protagonista in due eventi congressuali internazionali svoltisi nelle scorse settimane
di Mauro Alvoni
Ferrara. Ci sono notti in cui il tempo si ferma, si piega e poi si azzera. Quella del Parco Urbano Giorgio Bassani non è stata solo una data di un tour, ma un vero e proprio appuntamento con la storia. Trentanove anni dopo l’ultima volta, Ferrara ha riabbracciato il suo Komandante, arrivato in elicottero. Un’attesa infinita, svanita in un secondo quando sessantamila voci hanno spaccato il cielo estense all’unisono.
A dominare l’immenso spazio verde è un palco monumentale, una vera e propria cattedrale di metallo, schermi ed effetti speciali che si staglia contro l’orizzonte del parco. Le dimensioni sono titaniche, pensate per abbracciare l’intera distesa umana dei 60mila presenti. L’aria era elettrica già dal mattino, carica della passione di un popolo transgenerazionale. Poi, il buio. Le prime note dell’Intro hanno fatto tremare la terra, e l’apparizione sul palco è stata una scarica di adrenalina pura. Attaccare con Vado al massimo non è stata solo una scelta di scaletta, ma una dichiarazione d’intenti: Vasco è qui, è vivo, ed è più in forma che mai.
Il primo blocco dello show è un viaggio serrato nel tempo, una perla dietro l’altra. Durante l’esecuzione di Fegato, fegato spappolato ancora una volta Vasco è andato dritto come un treno, fregandosene delle polemiche dei giorni scorsi e dichiarando apertamente che, siccome il potere è una droga, al governo abbiamo dei drogati.
Poi l’emozione intima di Una nuova canzone per lei crea un ponte perfetto tra il Vasco degli esordi e l’icona di oggi. Il parco canta ogni singola parola, mentre Bolle di sapone, Alibi e l’ironia ruvida di Sono ancora in coma e Ciao trascinano la folla in un delirio rock senza freni.
La scaletta scava nell’anima dei presenti. Quando partono le note di Domani sì, adesso no, di Tango… (della gelosia) e di Lunedì, si respira la nostalgia dei tempi del muretto, ma con la potenza di un impianto audio che spettina i sessantamila di Ferrara. L’Interludio regala un attimo di respiro, prima che la tempesta emotiva ricominci con la sensualità di Marea e la disillusione rock di Siamo soli.
Ogni brano è una confessione. Con Se ti potessi dire e la rediviva (per quello che ho da fare) Faccio il militare, Vasco ribadisce il suo legame indissolubile con il proprio vissuto. Ma è con la doppietta della provocazione che il concerto tocca una delle sue vette più alte: l’urlo politico e sociale di Gli spari sopra e la potenza di C’è chi dice no trasformano il Parco Bassani in un’arena di pura resistenza rock.
La parte finale è un elenco di monumenti della musica italiana. Su Stupendo le braccia sono tutte alzate, su Rewind il parco esplode in un ballo dionisiaco e liberatorio, seguito dalla speranza lucida di Un mondo migliore e dalle atmosfere intense di La noia. Poi, arriva il momento in cui i nodi alla gola diventano impossibili da mandare giù. Sally commuove tre generazioni di fan.
Le emozioni forti non sono finite, perché la notte estense riserva un altro clamoroso colpo di scena. Quando arriva il momento di Siamo solo noi, l’inno generazionale per eccellenza, sul palco si consuma il miracolo rock: a sorpresa fa la sua comparsa Claudio “Il Gallo” Golinelli. Il boato del Parco Bassani è tellurico. Il bassista storico, colonna portante della band, imbraccia lo strumento e scarica a terra le frequenze sismiche del pezzo, regalando una performance monumentale. La sua intesa con Vasco è quella di sempre, un’energia animale che incendia definitivamente la prateria di Ferrara e trasforma il concerto in un evento che rimarrà scolpito nella memoria della città.
La tripletta finale è da pelle d’oca, mentre il Blasco indossa il cappello dell’associazione Libera contro le mafie: Vita spericolata, il manifesto di una vita vissuta al limite, la poesia straziante di Canzone e, immancabile, il rito di comunione finale sotto i fuochi d’artificio con Albachiara.
Ferrara ha aspettato 39 anni, ma questa notte rimarrà impressa nella pietra per i prossimi cento. Vasco ha dimostrato, ancora una volta, che il tempo per lui è solo un’opinione e che nessun palco sarà mai troppo grande per il suo immenso popolo. E stasera si replica.
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com