Politica
15 Maggio 2026
La critica dopo il no alla mozione sul Petrolchimico: "Senza visione il revamping del ciclo idrico non basta"

Versalis, Avs e Possibile: “Serve un piano di rilancio”

di Redazione | 3 min

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Alle dichiarazioni dell'europarlamentare Stefano Bonaccini sul caso dei licenziamenti di Versalis a Ferrara, ha replicato con toni altrettanto netti il consigliere comunale di Ferrara di Fratelli d'Italia Andrea Ferrari, che ha accusato l'ex presidente della Regione Emilia-Romagna di strumentalizzare la vicenda

di Alleanza Verdi e Sinistra e Possibile

Da qualunque parte la si voglia prendere, la decisione di Versalis, che è necessario ricordare essere parte di Eni, partecipata dallo Stato, di avviare la procedura di licenziamento collettivo per 30 lavoratori e lavoratrici, non è certo una buona notizia. E bene pensiamo abbia fatto la Filctem-Cgil a denunciare la cosa e chiedere l’attivazione di tutte le iniziative istituzionali del caso.

Che la chimica italiana sia in crisi è cosa nota da tempo, anche per la volontà di Eni di smantellare un settore che evidentemente da tempo non rientra più nelle sue strategie industriali.

La chiusura dei cracker presenti nel Paese rischia di aver segnato un punto di non ritorno per un settore che comprende oltre 2800 imprese con quasi 200000 occupati.

La situazione geopolitica attuale, e in particolare la guerra scatenata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, ha mostrato tutta la fragilità di un sistema che ha rinunciato alle produzioni di base, consegnandosi a un mercato che non è certo in grado di garantire la stabilità necessaria nei rifornimenti di prodotti intermedi.

In questo contesto i rischi legati alla scelta da parte del governo di non dotarsi di una politica industriale in grado di orientare le scelte degli operatori privati stanno tragicamente diventando realtà.

Da tempo come Avs e Possibile Ferrara assieme alle altre forze politiche di opposizione, sia a livello locale sia a livello regionale e nazionale, chiediamo un impegno del Governo e delle Istituzioni tutte per fermare la dismissione della Chimica di base nel nostro Paese da parte di Eni.

In particolare, per il Petrolchimico di Ferrara, chiediamo, da tempo, che venga definito un piano di rilancio che risponda alle esigenze della transizione ecologica e dell’economia circolare. Abbiamo anche ipotizzato che Ferrara potesse diventare, data la sua storia industriale e alla presenza delle competenze specifiche, la capitale italiana del riciclo della plastica.

La Comune di Ferrara ha recentemente presentato in Consiglio Comunale una mozione circostanziata e puntuale che andava in questa direzione. La maggioranza che governa la nostra città l’ha bocciata riproponendo il mantra del progetto di revamping del ciclo idrico che, se non accompagnato da scelte chiare, responsabili e con visione di politica industriale, rischia di risultare solo propaganda e non risolvere i problemi presenti.

Intanto il personale occupato sta diminuendo e con esso sapere e know how che hanno caratterizzato la chimica in Italia e a Ferrara.

Da qui la nostra perseveranza nel chiedere un cambio di rotta, un ripensamento ed un impegno specifico del Comune di Ferrara, che portino ad annullare le scelte sbagliate, sempre al fianco dei lavoratori e dei cittadini che vedono nel progressivo declino industriale un rischio gravissimo per le prospettive economiche e la sicurezza sociale nel nostro Paese e nella nostra città.

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