Confesso che dopo avere appreso che due spazi della nostra città sono stati intitolati uno, ad un ad militante del MSI e l’altro ad un politico condannato dalla giustizia ordinaria, mi ha causato un profondo scoramento.
Mi chiedevo come fosse possibile tutto questo pensando che Ferrara è medaglia d’argento per la lotta partigiana, che è la città di Don Minzoni , che è la città dove il sindacalista Giacomo Matteotti veniva spesso per difendere contadini ed operai, che ha lapidi impresse sui muri del Castello Estense a memoria dei martiri antifascisti. Dovrò sopportare un’adunata di nostalgici con i soliti saluti romani come ormai accade impunemente?
Ero veramente giù di morale. Ma giorni fa al Centro Sociale del Barco mi si è acceso l’ottimismo. In qualità di nonno di un bimbo attore, ho assistito alla recita degli studenti della classe quinta della scuola elementare Govoni del Doro. Gli alunni hanno interpretato in forma teatrale il racconto di Bassani “Una notte del 43”. Lo hanno fatto con competenza, passione e trasporto, guidati splendidamente dalle maestre che ringrazio per avermi dato questa speranza.
Soprattutto sono loro grato per aver fatto capire ai bambini che c’è sempre un attimo in cui si fa una scelta, in cui si decide di collocarsi da una parte o dall’altra, quella che la storia poi rivela giusta o sbagliata. E i bambini lo hanno capito.
Andrea Benetti (vecchio insegnante)