Salute
21 Aprile 2026
All’ospedale del Delta nasce una struttura dedicata alla salute della donna: bando per il direttore, potenziamento del personale e rete ginecologica provinciale. Natalini: “Priorità alla tutela delle pazienti e alla ripartenza del servizio”

Nuova Uoc di Ginecologia e Pma a Lagosanto: via libera della Regione

di Redazione | 4 min

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Lagosanto. La Direzione dell’Azienda Usl di Ferrara ha annunciato di aver ricevuto, dalla Regione Emilia Romagna, l’autorizzazione ad istituire una nuova unità operativa complessa di “Ginecologia, Procreazione Medicalmente Assistita Pma e Salute Donna”, presso l’ospedale del Delta di Lagosanto.

Durante l’annuncio Nicoletta Natalini, direttrice delle Aziende Sanitarie di Ferrara, ha “voluto spiegare che cosa è successo da novembre del 2025 quando la Pma dell’ospedale del Delta è stata oggetto di un’indagine giudiziaria” e “tutto quello che l’azienda ha fatto in questi mesi”.

La direttrice ha chiarito l’attività svolta dall’attuale Direzione dopo l’avvio di un’indagine penale sulla Pma sottolineando tre aspetti: la collaborazione con gli inquirenti, la tutela delle donne seguite dal Centro, e la progettazione dell’attività futura.

“Oltre all’affiancamento e alla disponibilità che è stata data alla magistratura nello svolgimento di tutte le indagini – ha detto -, l’azienda si è mossa prioritariamente nella tutela delle donne, sia quelle che avevano un percorso già programmato, sia quelle che hanno voluto spiegazioni, documentazione o comunque affiancamento, accompagnamento nella prosecuzione di un percorso clinico che poteva avere una tempistica anche più lunga”.

L’azienda non si è però limitata solamente a questo e ha anche pensato a un progetto di rilancio della Pma dell’ospedale del Delta. “Abbiamo pensato – ha spiegato Natalini – che, oltre all’attività di preservazione della fertilità e procreazione medicalmente assistita, il centro di Pma dell’ospedale del Delta potesse arricchirsi anche di un’attività chirurgica ginecologica all’interno di una rete territoriale sanitaria che coinvolge tutte le strutture ospedaliere”.

Si è dunque pensata la creazione di una nuova Unità Operativa Complessa – questo comporterà l’indizione di un bando di concorso per la selezione di un nuovo direttore – così da individuare la giusta figura professionale che possa coprire tale ruolo; ciò si affianca al bando già emesso per il reclutamento di biologi ed a un nuovo bando per medici ginecologi.

Questo consentirà di ricostruire una dotazione di personale specialista che permetta, non solo la ripresa dell’attività di Pma, ma anche lo svolgimento di attività chirurgica ed ambulatoriale ginecologica a favore sia delle donne residenti nel Distretto Sud Est, sia di tutta la provincia, in particolare per Ferrara e Distretto Centro Nord.

Andando in questa direzione, all’ospedale del Delta, è già stata realizzata l’attivazione di attività chirurgica sul pavimento pelvico, svolta da equipe multispecialistica (chirurgo, ginecologo, urologo) che opera anche presso la sede dell’Azienda Ospedaliera a Ferrara, quando è necessario l’utilizzo della strumentazione robotica. L’Azienda sta acquistando una nuova strumentazione chirurgica, la colonna laparoscopica che verrà utilizzata sia dagli urologi che dalla futura equipe ginecologica.

L’idea è quella di costituire una rete ginecologica provinciale con caratterizzazione delle tre sedi ospedaliere, unitamente alla rete consultoriale territoriale ostetrico-ginecologica. Cento manterrà l’Unità Operativa complessa diretta dal dottor Fabrizio Corazza. Entro luglio dovrebbe entrare in servizio la nuova colonna laparoscopica che servirà anche ad altre unità operative complesse. Per la nuova Uoc invece si dovrà attendere almeno fino alla fine del 2026 o i primi mesi del 2027, tenendo in considerazione che l’incarico del direttore della Pma scade nel 2027.

Natalini ha anche spiegato che con l’avvio delle indagini ha “ritenuto non ci fossero più condizioni di serenità e collaborazione tra professionisti necessarie per la prosecuzione del lavoro in condizioni adeguate”. Per questo ha sospeso attività clinica nella Pma.

Allo stesso tempo era però indispensabile dare sostegno alle coppie già in carico per la prosecuzione del loro iter ed il mantenimento dell’attività del Laboratorio e della Criobanca, in vista della riapertura.

Per questo sono state portate avanti specifiche attività per tutelare le coppie. è stata data risposta immediata alle donne con trattamento in corso e per le quali era previsto nei giorni immediatamente successivi alla chiusura, un trattamento per il quale era altamente sconsigliato un rinvio.

Sono state garantite le visite con equipe multidisciplinare (ginecologo, biologo, psicologo e ostetrica) ed è stato fatto accordo con Ausl Romagna per percorso “protetto” di trasferimento per le coppie che richiedevano di essere seguite per l’intero iter.

Portato avanti anche il counselling clinico verso l’utenza in carico al Centro che, pur senza urgenza, aveva comunque in corso un percorso di presa in carico che prevedeva trattamenti nell’arco di poche settimane. E infine è stata data risposta ai quesiti clinici delle pazienti e programmazione di appuntamenti con l’equipe multidisciplinare per le 84 coppie con piano terapeutico già definito.

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