Cara deterrenza.
la deterrenza militare è una strategia che mira a prevenire un attacco nemico.
Spesso si basa su arsenali nucleari o convenzionali, sempre più avanzati.
Storicamente legata all’equilibrio del terrore, perché si fonda sulla promessa di una risposta tale da rendere il conflitto svantaggioso per l’aggressore.
Sebbene, per paradosso, intesa a garantire la pace, la deterrenza può innescare corse al riarmo e portare ad un innalzamento della tensione.
Purtroppo oggi la deterrenza continua ad essere un pilastro della politica internazionale per tutti gli stati del globo terracqueo, pur rimanendo uno strumento intrinsecamente sbagliato e aggressivo secondo i critici e tanti comuni mortali.
La diplomazia europea, che oggi sta toccando i valori più bassi della sua storia, non è riuscita a dettare la sua linea guida.
Cose di cui doveva andare fiera e che sembravano essere affidabili su vari scenari geopolitici mondiali.
L’Europa che si era affidata alla forza gentile dei commerci e della cultura, ha subito ed è stata travolta per incapacità, da un capovolgimento di fronte repentino accettando la nuova era “ hard power”, cioè la volontà di potenza, la superiorità bellica e l’innovazione tecnologica militare.
Tutto concime per la deterrenza militare che potrebbe portare a conseguenze nefaste se domani a gestire i bottoni dovesse esserci uno squilibrato, e di questi tempi se ne intravedono parecchi.
Concludo dicendo:
Peccato che qualcuno oggi, intenda la pace con la deterrenza.
Io ho un missile e tu ne hai un altro, per farci paura a vicenda, o ancor peggio, io ne ho due per farti un po’ più paura e magari ti attacco perché tu ne abbia sempre uno in meno di me.
Povera civiltà, che tristezza questo equilibrio……
Andrea Pambianchi