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19 Aprile 2026
Firenze si impone con autorità al Mike Wyatt Field. Le TXT Aquile mostrano carattere e qualità che vanno oltre il punteggio finale

Guelfi 40, Aquile 12: il football è spietato, ma Ferrara non si piega

(Foto di Maccagnani)
di Redazione | 5 min

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I Guelfi Firenze vengono a Ferrara, giocano una partita solida e vincono 40-12. Il punteggio è chiaro e meritato. Eppure, dentro quei sessanta minuti, ci sono sequenze, momenti e giocate che raccontano qualcosa di più di una semplice sconfitta e che vale la pena leggere con attenzione.

Le Txt Aquile Ferrara hanno perso con onestà. Ma hanno anche dimostrato di essere una squadra capace di stare sul campo con i migliori, di combattere quando tutto sembra andare nella direzione sbagliata, di trovare carattere e identità anche nelle giornate difficili.

Un campo da NCAA

Prima ancora del kickoff, bisogna fermarsi su quello che lo staff delle Aquile ha costruito sul manto erboso del Mike Wyatt Field: il logo Improve al centro campo, gli stemmi delle Aquile e della città di Ferrara dipinti nelle due red zone in puro stile Ncaa, gli spalti gremiti di un pubblico caldo e partecipe. Un impianto curato nei minimi dettagli, con un’organizzazione impeccabile che ha parlato da sola.

Il tono istituzionale della serata è stato dato già al coin toss — il lancio della moneta che apre ogni partita — officiato dall’Assessore allo Sport del Comune di Ferrara, Francesco Carità, la cui presenza ha sottolineato quanto il football americano sia ormai parte integrante del tessuto sportivo della città. Ferrara è una città con una grande tradizione di Football Americano.

Il primo quarto: il monologo di Fimiani

Il primo quarto è stato, senza troppi giri di parole, territorio guelfo. Il quarterback Fimiani (#8) ha aperto la serata con un drive preciso e spietato, chiuso da un passaggio touchdown al ricevitore Stola (#2): 0-7. Le Aquile hanno risposto con coraggio tentando la flea flicker — una giocata di misdirection in cui la palla viene brevemente affidata al running back per poi tornare al quarterback per un lancio lungo — ma il cornerback Fajeti (#22) ha intercettato, regalando campo ai Guelfi. Kraft non è riuscito a costruire risposta, e Casati (#32) ha firmato il secondo touchdown in corsa: 0-14. Per tutto il primo quarto, Ferrara non è riuscita ad affacciarsi stabilmente nella metà campo avversaria.

Il secondo quarto: il cuore estense riemerge

Poi è successa una cosa: le Txt Aquile hanno smesso di subire e hanno cominciato a giocare.

La difesa, guidata con mano ferma dal Defensive Coordinator Hanley, ha iniziato a imporsi fisicamente sull’attacco guelfo. Kraft in cabina di regia — il quarterback, direttore d’orchestra dell’offensiva — ha trovato ritmo nelle corse personali, mentre le ricezioni di Medini hanno mostrato che questa squadra ha dinamismo e volontà da vendere. Ferrara si è affacciata alla red zone — la zona di venti yard che precede la end zone avversaria — e ha portato a casa tre punti con il field goal di Antochi (#98): 3-14.

La partita ha poi vissuto un momento di teatro puro: Banks (#6) intercetta Kraft sull’una yard, palla persa in vista di una possibile meta. Risposta immediata: Guerrato (#33) intercetta Fimiani e restituisce il possesso alle Aquile. Kraft non perdona — touchdown in corsa e punto addizionale trasformato dallo stesso Antochi: 10-14, partita riaperta.

Bastava poco per sperare. Ma Fimiani ha trovato ancora Stola (#2) per il terzo touchdown della serata, con il punto addizionale di Camilli (#3) che ha portato il punteggio al 10-21 dell’intervallo.

Il terzo quarto: Rivelli e la difesa tengono vivo il sogno

Qui entra in scena il protagonista assoluto della serata: Rivelli, autore di una serie di coffin corner punt chirurgici. Il primo di questi ha relegato l’offensiva guelfa a partire dalle proprie -2 yard.

La difesa estense ha fatto il resto: Safiano (#93) ha firmato una safety — abbattendo il portatore di palla nella propria end zone, valendo due punti automatici — e improvvisamente il tabellone diceva 12-21. Il momentum, quella forza invisibile e reale che chiunque abbia mai giocato conosce perfettamente, sembrava spostarsi.

Ma il football è uno sport spietato. Un touchdown Fimiani-Stola senza punto addizionale riuscito (12-27), un’ingenuità difensiva che ha concesso ai Guelfi un’ottima posizione di kickoff, e Firenze ha recuperato il proprio onside kick — calcio corto e di rimbalzo tentato per riottenere il possesso — sfruttandolo con un touchdown in corsa di Casati, il cui tentativo di conversione da due punti non è andato a segno: 12-33.

Il quarto quarto: il colpo finale

Un muffed punt ha permesso a Franco (#14) di recuperare palla per le Aquile in posizione interessante. Ma il sack di Chiusi (#56) ha spezzato il ritmo offensivo estense. Fimiani ha chiuso i conti con un passaggio di precisione per Salum (#11), convertito da Camilli: 12-40.

Nelle fasi finali, il giovane quarterback Carlo Buriani ha preso in mano la squadra conquistando alcuni first down con una discreta alternanza tra passaggi e corse personali. Una parentesi positiva, che dà indicazioni utili per il prosieguo della stagione.

I Guelfi Firenze hanno meritato la vittoria. Punto. Una squadra collaudata, con Fimiani che ha chiuso con tre touchdown passati e il supporto di un attacco vario e profondo.

Le Txt Aquile Ferrara escono sconfitte ma non ridimensionate. Escono con la certezza di poter competere con i top team del campionato Ifl. Ma per farlo con continuità servirà qualcosa di più: meno errori, meno penalità, maggiore attenzione ai dettagli — quei centimetri e quei secondi che in una partita equilibrata fanno la differenza tra vincere e perdere.

Il cuore non basta. Il football è uno sport di esecuzione: ogni centimetro conta, ogni scelta conta, ogni dettaglio può decidere una partita. Le Aquile lo sanno. E questa consapevolezza, acquisita sul campo, è la materia prima con cui si costruisce qualcosa di grande.

La stagione è lunga. Ferrara non ha ancora finito di parlare.

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