Basket
18 Aprile 2026
In vista della trasferta di domenica 19 aprile l'allenatore ha dato riscontro ai quesiti durante la conferenza stampa

Pre Reale Mutua Torino, il coach della Sella Cento sulla preparazione della partita

di Redazione | 5 min

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Cento. In vista della trasferta di domenica 19 aprile della Sella Cento contro Reale Mutua Torino, il coach Andrea Bonacina ha risposto alle domande sulla preparazione della partita.

In questa tua prima settimana piena, su cosa avete lavorato in allenamento in particolare?

“Non esistono pozioni o bacchette magiche, quindi abbiamo giocato a pallacanestro, abbiamo continuato ad investire del tempo sul nostro stare insieme, su alcuni accorgimenti tecnico-tattici che già si sono visti nella partita contro Scafati. La squadra è in un buono stato fisico e mentale, perché la squadra che ho ereditato da Emanuele è viva e lo ha dimostrato in tante partite, quindi cerchiamo di cavalcare questa vitalità con alcuni accorgimenti in vista dei prossimi avversari e delle prossime settimane”.

La Sella è la squadra che ha la percentuale più bassa del campionato nel tiro da 3 punti e spesso le squadre avversarie speculano su queste percentuali: cosa pensi di fare dal punto di vista tecnico/tattico per mascherare questa lacuna, che sappiamo essere strutturale ormai, in ottica play out dove le scelte verranno estremizzate dato che si giocherà ogni 2 giorni contro la stessa squadra?

“La Sella deve essere la squadra con maggior fiducia in sé stessa nel tiro da 3 punti, nient’altro. I ragazzi sanno fare canestro, sono consci dei loro limiti e dei loro pregi, il lavoro di un allenatore è massimizzare i pregi e minimizzare i difetti. Io cercherò di cavalcare la confidenza che questi ragazzi devono continuare ad avere nel loro tiro da 3, nella loro aggressività , nel loro uno contro uno e nella tenuta a rimbalzo. Cercheremo di essere la miglior versione di noi stessi anche nel tiro da 3 punti, non ci sono segreti o accorciamenti: ci sono momenti in cui la palla entra anche di tacco e momenti in cui il miglior tiro del mondo del nostro miglior tiratore esce. Fa parte del gioco, si va
avanti”.

Torino ha il peggior attacco del campionato per media punti, la peggior percentuale nel tiro da 2 è ed penultima in quello da 3: con questa premessa, quali potranno essere le chiavi tattiche della partita?

“Mi fa piacere questa domanda, perché dipinge una realtà che non esiste. Torino è una delle migliori squadre del campionato perché è capace di fare una delle cose più importanti, cioè rendere la partita scorbutica: ti fa giocare male, ha dei corpi molto importanti a cominciare da Allen – uno dei migliori stranieri del campionato – e i due specialisti difensivi come Schina e Severini, che non faranno altro che incollarsi ai nostri palleggiatori per renderci la vita il più complicata possibile. In attacco Torino non è una squadra ai 100 punti, è vero, ma questo è dettato dalla sua conformazione fisica e dal modo in cui approccia le gare. Questa partita dal punto di vista tattico mi spaventa molto, perché coach Moretti mischia le carte, alterna difese a uomo con quelle a zona, mischia gli accoppiamenti; sarà una sfida molto bella ed importante dal punto di vista tattico, ma Torino non è sicuramente una squadra dal poco impatto offensivo, perché ha una delle coppie di americani più produttive del campionato, ha anni di esperienza e lunghi che potranno insegnare qualcosa ai nostri giovani, una sfida da bollino rosso insomma. Voglio vedere a che punto del lavoro siamo dopo questa decina di giorni e Torino è l’avversario giusto per metterci alla prova, perché è fisica, tattica, esperta e rognosa, tutti ingredienti di cui abbiamo bisogno in vista del mese di maggio”.

Durante la settimana hai visto altre cose positive in aggiunta a ciò che hai visto contro Scafati? Rispetto a quella gara, che miglioramenti pretendi di vedere?

“Non avevo bisogno di vedere troppe cose perché, come ho detto, ho trovato una squadra sana e compatta. Chiaramente c’è un po’ di tristezza nell’ambiente, ma è normale in una striscia di sconfitte importanti come la nostra. la squadra comunque è viva, ho visto grande intensità, grande applicazione; ci sono stati tanti dialoghi costruttivi tra i ragazzi prima ancora che con me, perché io sono qui per aiutarli e non per imporre delle cose: a me piacciono le regole ma preferisco i princìpi, perché le regole sono comportamentali, riguardano l’atteggiamento in campo, ma esistono dei princìpi essenziali che noi cercheremo di cavalcare e che già appartengono a questa squadra. Ho visto anche una buona competitività che è importante quando il gioco si fa duro. Abbiamo fatto una buona settimana di lavoro, consapevole che segue altrettante buone settimane di lavoro ma che purtroppo non hanno portato punti; noi cercheremo di portarli perché una vittoria ci serve come il pane in vista del mese di maggio”.

Giocherà ancora Montano da playmaker?

“Sicuramente, perché voglio che Matteo sia uno dei pilastri di questa squadra, che lo faccia da playmaker quindi da palleggiatore che inizia possessi o da quello che li conclude, o anche da guardia: lui è uno degli architravi del gruppo ed investirò tanto del nostro tempo nel coinvolgerlo il più possibile, voglio farlo responsabile di questa squadra”.

In queste partite che di fatto non contano nulla per la classifica, meglio vincere o puntare a fare progressi nel gioco di squadra in ottica playout?

“Non contano nulla per la classifica ma contano tantissimo per noi, perché stiamo perdendo da tanto tempo e perdere non aiuta mai. È vero che abbiamo imparato tante lezioni e vorremmo impararne altrettante, ma magari portando a casa due punti per la nostra autostima, per il nostro percorso e per la città, la piazza e i nostri tifosi. Non si può entrare in campo per perdere, questo tipo di ragionamento non ci appartiene, quindi noi le prossime due sfide entreremo in campo per vincere. Lo faranno anche gli altri, perché il bello di un campionato come questo è che tutte le squadre giocano ancora per qualcosa e hanno tutte il coltello ben affilato tra i denti, ad esempio Torino si gioca una posizione play-in e magari l’idea di un turno in casa; noi ci giochiamo la miglior versione di noi stessi, dobbiamo arrivare preparati tra un po’ e non c’è miglior cosa di vincere per farlo”.

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