Sono i sindacati Uilpa Vigili del Fuoco, Conapo e Fp Cgil a propclamare lo stato di agitazione del personale del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Ferrara, denunciando una situazione operativa e logistica sempre più critica. Al centro della protesta, la carenza e l’obsolescenza dei mezzi di soccorso e le condizioni delle strutture, ritenute non adeguate a garantire sicurezza e salubrità al personale.
Nella nota inviata alle autorità competenti, firmato dai coordinatori Mirko Bertelli e Andrea Piazzi (Uilpa), Massimo Bevilacqua (Conapo) e Francesco Faccini (Fp Cgil), le sigle parlano di una situazione “oramai divenuta insostenibile”, evidenziando come nel comando siano disponibili “solo 9 Aps funzionanti più un Canter 3 posti per sette sedi di servizio”, con “una età media di 18 anni, la più alta di tutti i comandi della regione”. Un quadro aggravato dal progressivo deterioramento del parco mezzi: “In meno abbiamo un Eurofire di 31 anni di servizio che non ha passato la revisione annuale” e anche un mezzo in prestito che è stato “richiesto indietro”.
Nonostante una precedente segnalzione risalente a febbraio e una “risposta positiva sull’effettiva criticità”, i sindacati sottolineano che “nessun riscontro nel concreto” è seguito alle interlocuzioni con i vertici regionali.
A preoccupare è anche lo stato delle infrastrutture. Nella sede centrale, viene segnalato un impianto idrico che “sovente eroga […] acqua di colore giallo/marrone”, una condizione che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, solleva interrogativi sulla tutela del personale: “Come si può permettere che il personale possa sentirsi tutelato se costretto a convivere in tali condizioni?”
Criticità anche sul fronte della climatizzazione: “Impianto di condizionamento non in grado di rispondere alle esigenze di confort”, con frequenti blocchi e una sola pompa funzionante. Problemi che si trascinano da anni: “Criticità queste […] che ci portiamo dietro da un lustro almeno con manutenzioni solo di emergenza e mai programmatiche”.
Da qui la richiesta di “fondi straordinari per ripristinare la piena efficienza” degli impianti e delle strutture, già sollecitati dal comando provinciale senza esito.
Le motivazioni dello stato di agitazione riguardano in particolare “l’assenza di informazioni in merito a una richiesta […] di assegnazione di Aps” e le “condizioni di possibile rischio e disagio per l’igiene e la salute del personale”.
I sindacati avvertono che, in assenza di risposte concrete, la mobilitazione potrebbe intensificarsi: “Ci si riserva di ricorrere ad ulteriori e più incisive forme di mobilitazione […] non escludendo lo sciopero”.
Contestualmente, è stata avanzata la richiesta di attivazione delle procedure di conciliazione previste dalla normativa vigente.
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