Cronaca
14 Aprile 2026
Prima udienza preliminare del processo ai pazienti delle dottoresse Chiara Compagno e Marcella Gennari. Le accuse vanno dal falso alla corruzione fino al favoreggiamento personale

No vax, in 124 alla sbarra. Prima udienza davanti al giudice per i finti vaccini

di Davide Soattin | 2 min

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Al via ieri (lunedì 13 aprile) l’udienza preliminare a carico dei 124 pazienti no vax delle dottoresse Chiara Compagno e Marcella Gennari per cui la Procura di Ferrara ha formulato richiesta di rinvio a giudizio nell’ambito della maxi-inchiesta relativa alle finte vaccinazioni contro il Covid-19 per poter ottenere il Green Pass.

Durante l’udienza – davanti al gup Marco Peraro del tribunale di Ferrara – sono state preannunciate alcune questioni preliminari, così come la costituzione di parte civile dell’Ausl di Ferrara, che saranno formalizzate nel prosieguo del procedimento.

Tra gli accusati figurano, solo per citarne alcuni, dipendenti comunali e noti imprenditori ferraresi attivi nel settore edile e in quello del divertimento notturno, degli eventi e dello spettacolo, oltre che farmacisti, professionisti sanitari, commercialisti, insegnanti e persino un sacerdote.

L’inchiesta, denominata Red Pass, era stata avviata nel 2022 sotto il coordinamento del pm Ciro Alberto Savino e condotta dai militari della Guardia di Finanza. I 124 pazienti sono accusati, a vario titolo, di falso e corruzione: alcuni avrebbero attestato la sola finta inoculazione del vaccino, mentre altri – in alcuni casi – avrebbero anche pagato importi tra i 10 e i 100 euro per ottenere la falsa certificazione.

Nel dettaglio, 53 persone dovranno rispondere sia di falso che di corruzione, mentre 71 solo di falso. Tra questi ultimi figura anche la titolare di una farmacia cittadina che, secondo la Procura, avrebbe attestato falsamente la positività al tampone per il Covid-19 di circa dieci pazienti non identificati, al fine di consentire il rilascio del Green Pass.

A uno degli indagati – oltre al falso e alla corruzione – viene inoltre contestato il reato di favoreggiamento personale, per aver aiutato la dottoressa Marcella Gennari a eludere le indagini delle Fiamme Gialle, avvisandola del procedimento che la riguardava.

I 124 pazienti fanno parte di quella cerchia che aveva scelto di non patteggiare; per chi invece aveva optato per un patteggiamento erano state accordate pene di otto mesi per falso e di un anno e otto mesi nei casi in cui al falso si aggiungeva anche il reato di corruzione.

Il processo tornerà in aula il 25 settembre.

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