Il Premio Stampa 2026 a Telestense. Il riconoscimento al lavoro svolto dai giornalisti, operatori e tecnici della storica emittente televisiva, che per cinquant’anni hanno portato nelle case dei ferraresi e non solo, cronaca, attualità, sport e cultura, è stato consegnato – durante la mattinata di sabato 11 aprile – dall‘Associazione Stampa Ferrara, sezione territoriale dell’Aser-Associazione della Stampa Emilia-Romagna, nelle sale di Casa Cini, in via Boccacanale di Santo Stefano.
I giornalisti ferraresi dell’ASFe hanno voluto in questo modo affermare la solidarietà, la vicinanza e il sostegno a colleghi e tecnici della storica emittente televisiva ferrarese, che con la loro professionalità e impegno hanno permesso a Telestense – nata nel 1976 – di raggiungere significativi risultati, che ora rischiano di essere cancellati: il tribunale di Ferrara ha infatti dichiarato il 13 marzo scorso l’apertura della liquidazione giudiziaria di Rei srl, la società proprietaria della tv ferrarese, nominando come curatore Ettore Donini.
A far gli onori di casa e accogliere i numerosi ospiti è stata Antonella Vicenzi, presidente di Assostampa Ferrara, ma soprattutto storico volto del tg, che ha coordinato gli interventi dei vari relatori in un convegno organizzato proprio per l’occasione. Il primo a prendere la parola è stato Massimo Lualdi, avvocato e giornalista, direttore di Newslinet.com, seguito da Elena De Vincenzo (giornalista Rai – TG1) e Matteo Naccari, segretario aggiunto della Fnsi, la Federazione nazionale della stampa italiana.
Fitta la rappresentanza di autorità civili, politiche e militari presenti. Come il prefetto Massimo Marchesiello, che ha ricordato di essere “sempre stato un amico” dell’emittente e di aver sempre frequentato gli studi televisivi per interviste e dibattiti. “Oggi è un giorno di festa per chi riceve questo premio, ma anche di tristezza per tutta la città” ha aggiunto.
In platea anche il vescovo Gian Carlo Perego, che ha esordito con un battuta: “Mia madre mi ha detto quest’anno che non ho fatto il discorso di Pasqua. Lei, che vive a Cremona, mi vedeva sempre su Telestense e quest’anno, andando sul canale 19, non ha visto nulla. Il potere evocativo dell’immagine è unico, la parola e lo spirito non riescono ad avvicinarsi. Con Telestense abbiamo così perso un pezzo di realtà e, con essa, un pezzo di libertà“.
Con lui anche il consigliere regionale Paolo Calvano, che ha riavvolto il nastro alla prima intervista che gli venne fatta da studente del liceo Roiti. “Con Telestense, la mia generazione ha anche imparato un po’ a fare politica. Se uno di noi riceve una critica, il politico ha due strade: chiedersi dove ha sbagliato oppure prendere il telefono e lamentarsi col giornalista di turno, il direttore o l’editore. Spero che tutti scelgano la prima”. È stato invece l’assessore Matteo Fornasini a portare i saluti dell’amministrazione comunale, ricordando – anch’egli – le numerose interviste ai microfoni di Telestense.
Marco Zavagli, direttore di Estense.com, a cui si deve la proposta di intitolare il Premio Stampa 2026 ai giornalisti di Telestense, ha sottolineato il significato e la speranza insita nella dedica del premio, che recita “ai giornalisti, ai tecnici e agli amministrativi di Telestense, di ieri, oggi e, questo l’augurio di tutti, anche di domani”. Augurio raccolto da Alessandro Sovrani, ultimo direttore della testata, che spera che “da settembre possa partire una nuova vita per la nostra storica emittente“.
Sul palco sono saliti tutt’insieme i giornalisti che hanno contribuito a raccontare cinquant’anni di televisione locale. Tra loro anche un commosso Fabio Canella, primo storico direttore di Telestense, che ha ricordato aneddoti e momenti vari di vita quotidiana nella redazione, e ha sottolineato come Telestense sia stata una scuola per chi l’ha vissuta, dal momento che molti dei suoi colleghi sono diventati giornalisti televisivi per testate nazionali o giornalisti importanti per la carta stampata. Con lui anche Carlo Magri, uno dei fondatori tecnici dell’emittente. A lui si deve il primo sistema di trasmissione che “raggiungeva tutta l’Emilia-Romagna e arrivava al nord fino al Veneto e al sud fino ad Ancona“.
A sugellare il tutto la consegna della scultura Acta da parte della studentessa Sofia Toschi della classe 5J del liceo artistico Dosso Dossi. “Gli acta erano le cronache che nel mondo latino hanno fondato la pratica dell’informazione quotidiana. Da quel mondo giunge anche l’eleganza classica di una testa femminile alata che rilegge il mito di Mercurio, messaggero degli dei, e al contempo omaggia l’arte ferrarese di Dosso Dossi” ha spiegato la realizzatrice dell’opera scelta per premiare l’emittente.
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