Lettere al Direttore
11 Aprile 2026

Ferrara e il fascismo

di Redazione | 1 min

Presso la Biblioteca Comunale Ariostea (così denominata dal 1933) si è tenuto un incontro sulla lunga lotta dei ferraresi contro il fascismo.

Con tutto il rispetto per la valente relatrice (Antonella Guarnieri) il titolo riservato all’incontro non mi pare del tutto appropriato, giacché lascia pensare a una corale o maggioritaria opposizione al fascismo che invece a Ferrara non vi fu, almeno dal 1922 e fino al 1943.

Già Daniele Lugli invitò ad indagare sull’ “ampio e trasversale consenso” di cui godette il regime nella nostra città. La personalità più eminente fra i cattolici, vale a dire il Conte Grosoli, si espresse in termini elogiativi nei confronti dei seguaci di Balbo. E la Comunità Ebraica espresse addirittura il podestà (Renzo Ravenna ).

Il “top” si raggiunse dopo i Patti Lateranensi, in quelli che De Felice definì “gli anni del consenso”.

Ciò detto, mi sembra che l’opposizione al fascismo vi sia stata a Ferrara (soprattutto da parte di socialisti e comunisti), ma non mi pare che sia stata corale e neppure maggioritaria.

Mario Borgatti

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