Attualità
13 Aprile 2026
Tra testimonianze e memoria storica, il libro di Annalisa Ferrari restituisce la voce di una protagonista del femminismo ferrarese

“Io ero l’Ansalda. Questo me lo sono conquistato”

di Redazione | 3 min

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Il ricordo dell’Ansalda, rigorosamente accompagnata da articolo, ha riempito, giovedi 9 aprile, la Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea in occasione della conferenza stampa di presentazione del libro omonimo, frutto della penna di Annalisa Ferrari in collaborazione con Liviana Zagagnoni. Coordinatrice dell’evento Antonella Vicenzi, Presidente Assostampa Ferrara, a fianco delle relatrici Stefania Guglielmi, Presidente Udi Ferrara, la stessa scrittrice Annalisa Ferrari, Liviana Zagagnoni per Udi Ferrara, e Antonella Guarnieri, storica, con letture a cura di Barbara Pizzo.

L’ardore per il cambiamento e la spinta per costruire qualcosa di concreto vengono raccontati dalla voce dell’Ansalda stessa, racchiusa in un ricordo video, che riporta il casus belli istigatore della sua rabbia e determinazione: un processo ingiusto per volantinaggio. Ha così inizio una storia trainata dagli ideali della pace e della rivoluzione culturale e sociale, in cui la parola “donna” non si declina mai al singolare, in quanto “non è niente la mia libertà se non è libera anche la donna che mi è vicina”.

Stefania Guglielmi descrive l’opera di Annalisa Ferrari come un “piccolo affresco della storia di Ansalda”, cucitura perfetta del suo vissuto e della sua personalità travolgente. Il libro si discosta, infatti, dal canonico e lineare stile biografico per abbracciare una narrazione tumultuosa, fatta di ricordi e racconti, riflesso dell’entusiasmo e della gestualità così preziosamente descritta da chi l’Ansalda l’ha conosciuta. Così come l’Ansalda aveva il dono di trascinare chi la seguiva nelle sue battaglie, la storia custodita nell’opera incita all’azione collettiva nel nome della sorellanza, educando alla pratica femminista a partire dai precetti di una donna che ha sempre creduto nella forza custodita nella condivisione al femminile.

Il lavoro di stesura del libro ha trascinato l’autrice in un “viaggio tra passato e presente, che mi ha permesso di attraversare un percorso di vita condiviso con tante altre donne coetanee dell’Ansalda, le cui testimonianze offrono continuità alla loro causa, allora come ora. Donne come presenze invisibili nell’esegesi storica ma presenti con determinazione e forti della loro capacità di saper guardare il mondo con occhi di donna.” Così ne parla Annalisa Ferrari, che ha cancellato, nella sua narrazione, il confine tra emozione e testimonianza.

Eppure, ricorda scherzosamente la scrittrice, l’Ansalda stessa era rimasta esterrefatta all’idea di rendere la sua vita in un libro, stroncando gli animi con un “Cosa avete da scrivere su di me?” Tanti invece sono i racconti scovati da Liviana Zagagnoni che hanno impreziosito la narrazione e ricostruito la personalità dell’Ansalda, così fedelmente riportata in ogni aneddoto e vicenda, per presentare un lavoro genuino in cui l’Ansalda stessa avrebbe potuto rispecchiarsi.

Il contributo storico a cura di Antonella Guarnieri, che ricorda l’importanza della storia dell’Ansalda come ricostruzione della storia delle donne della nostra terra, “donne capaci di afferrare il filo della storia e tesserne il futuro”, e come tale da consegnare nelle mani dei ragazzi di oggi.

Non sono mancati poi i ringraziamenti singoli e realtà che hanno contribuito alla realizzazione e pubblicazione del libro, in particolare alle associazioni Legacoop Estense, Copma e Assicoop Modena&Ferrara, onorando l’impegno dell’Ansalda all’interno del movimento cooperativistico.

Sopresa finale è stato l’omaggio da parte del Coro delle Mondine di Porporana, i cui canti echeggiano in rima la forza e la determinazione delle donne, come l’Ansalda, che hanno contribuito a scrivere un nuovo capitolo nella storia.

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