Economia e Lavoro
13 Aprile 2026
La provincia estense settima in Emilia-Romagna: spesa inferiore e flessione più marcata rispetto ai territori leader come Bologna e Modena

Consumi durevoli, Ferrara arretra più della media regionale

di Redazione | 3 min

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Nel 2025 l’Emilia-Romagna è al primo posto in Italia per intensità brevettuale, con 229 domande per milione di abitanti, valore nettamente superiore a quello di Lombardia (135) e Veneto (128)

Nel 2025 la provincia di Ferrara si colloca nella parte bassa della graduatoria regionale per consumi di beni durevoli, evidenziando una dinamica più debole rispetto ai territori trainanti dell’Emilia-Romagna. Secondo l’Osservatorio Annuale Consumi di Findomestic, i ferraresi hanno speso complessivamente 513,5 milioni di euro, pari al 49° posto nazionale e al settimo in regione, con una contrazione del 2,1%: un calo più accentuato rispetto alla media regionale (-1,3%) e superiore a quello di diverse province vicine.

Il confronto con i principali poli emiliano-romagnoli evidenzia il divario. Bologna guida nettamente la classifica regionale con 1,75 miliardi di euro (-0,8%), seguita da Modena con 1,20 miliardi (-1,3%) e Reggio Emilia con 839 milioni (-0,8%). Anche Parma (729,1 milioni, -1,5%), Ravenna (624,7 milioni, -1,4%) e Forlì-Cesena (574 milioni, -1,2%) registrano livelli di spesa superiori e flessioni generalmente più contenute rispetto a Ferrara. Solo Piacenza (-2,2%) mostra una contrazione più marcata, mentre Rimini, pur con volumi inferiori, limita il calo all’1,7%.

La debolezza ferrarese emerge anche nell’analisi dei singoli comparti. Nel settore della mobilità, le auto nuove si fermano a 122,1 milioni di euro (-4%), un calo in linea con la tendenza regionale ma più marcato rispetto a realtà come Forlì-Cesena, dove la flessione è stata dell’1,5%. Le auto usate, pari a 152,4 milioni, arretrano dell’1,5%, mentre i motoveicoli scendono a 10,3 milioni con un -10,8%, peggiorando il quadro complessivo.

Nei beni per la casa il territorio ferrarese mostra segnali contrastanti. Gli elettrodomestici restano sostanzialmente stabili a 47,1 milioni (+0,1%), ma la crescita è meno vivace rispetto a Modena (+1,8%) o Bologna (+1,5%). I mobili, tradizionalmente comparto dinamico in regione, a Ferrara si fermano a 111,8 milioni con un aumento dello 0,6%, lontano dalle performance di Bologna (+2,1%) e Modena (+2,1%) e inferiore anche a Parma (+1,9%) e Reggio Emilia (+1,8%).

Più marcata la debolezza nei comparti tecnologici: l’elettronica di consumo scende a 10,9 milioni (-3,9%), l’information technology a 14,7 milioni (-3,1%) e la telefonia a 44,3 milioni, con un -4,6% che rappresenta la peggior variazione tra le province emiliano-romagnole.

Anche la spesa media familiare conferma il posizionamento arretrato della provincia estense: 3.115 euro per famiglia, quarantottesimo valore nazionale e ottavo in regione, in calo del 2,7%. Il dato è sensibilmente inferiore a quello delle province leader, con Modena prima in Italia (3.806 euro), seguita in regione da Reggio Emilia (3.548 euro) e Bologna (3.474 euro), e resta sotto anche a Ravenna (3.399 euro) e Piacenza (3.369 euro).

Nel quadro regionale, dunque, Ferrara si colloca in una fascia medio-bassa sia per volumi di spesa sia per dinamica dei consumi. Se l’Emilia-Romagna mantiene complessivamente una buona tenuta grazie al peso di Bologna e al dinamismo di Modena, la provincia estense evidenzia un andamento più fragile, con cali superiori alla media e una crescita più contenuta nei comparti legati alla casa, che altrove stanno sostenendo la domanda.

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