Salute
10 Aprile 2026
Nuova tecnologia all’ospedale di Ferrara: controllo millimetrico del paziente e cure più mirate. Investimento da oltre 2,3 milioni

Radioterapia, a Cona arriva il sistema Sgrt: trattamenti più precisi e sicuri

di Redazione | 6 min

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Un salto di qualità nella cura oncologica a Ferrara. All’Ospedale di Cona è stato attivato il nuovo sistema di radioterapia guidata dalla superficie corporea (Sgrt – Surface Guided Radiotherapy), installato nel reparto di Radioterapia Oncologica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, diretto da Antonio Stefanelli.

La tecnologia, presentata ufficialmente nella mattinata di giovedì 9 aprile, rappresenta un’evoluzione significativa nell’ambito dei trattamenti radianti, consentendo un controllo estremamente preciso del posizionamento del paziente e migliorando l’efficacia delle terapie.

Il sistema SGRT si integra con il nuovo acceleratore lineare installato nel 2025 grazie a un investimento di 2,3 milioni di euro finanziato con fondi ministeriali. Si tratta di una strumentazione di ultima generazione che permette di erogare radiazioni con elevata precisione, anche su bersagli di piccole dimensioni, e di ridurre i tempi di trattamento.

Tra le principali innovazioni introdotte, il monitoraggio in tempo reale della superficie corporea del paziente, che consente di minimizzare i margini di errore. Questo si traduce nella possibilità di somministrare dosi più elevate direttamente sul tumore, limitando al contempo l’esposizione degli organi sani e riducendo gli effetti collaterali.

Il sistema è inoltre dotato di tecnologie avanzate come il gating respiratorio, che sincronizza il trattamento con il respiro del paziente, e strumenti per il controllo della dose “in vivo”, migliorando ulteriormente sicurezza e precisione.

Grazie a queste dotazioni, il centro ferrarese punta sempre più sull’ipofrazionamento, una tecnica che consente di concentrare dosi maggiori in un numero ridotto di sedute. Un approccio già diventato riferimento in diversi ambiti, tra cui tumori della mammella, della prostata, encefalici e nei pazienti con metastasi limitate.

Il reparto segue ogni anno circa 1200 pazienti tra radioterapia esterna e brachiterapia, con oltre 900 prime visite. Numeri che confermano il ruolo del centro come punto di riferimento anche oltre il territorio provinciale.

All’inaugurazione erano presenti, tra gli altri, la direttrice generale Nicoletta Natalini, l’assessore regionale alla Sanità Massimo Fabi e l’assessora comunale Cristina Coletti. Insieme a loro Antonio Stefanelli, direttore della Radioterapia Oncologica dell’Ospedale di Cona, e Giampiero Pirini, direttore dell’Ingegneria Clinica delle Aziende Sanitarie ferraresi.

“Il perfezionamento di questa tecnologia – ha detto Nicoletta Natalini – rappresenta un valore aggiunto per tutta la sanità provinciale e per i nostri partner universitari. Ferrara è un punto di riferimento per l’assistenza oncologica e sulla radioterapia vantiamo un’importante mobilità attiva, con quasi l’8% di pazienti che provengono da fuori territorio. Abbiamo atteso questa inaugurazione per completare l’installazione di un software aggiuntivo. Siamo un’azienda all’avanguardia avendo vinto tre progetti di ricerca finalizzata e ottenuto l’autorizzazione per gli studi di Fase 1, un livello qualitativo elevatissimo che offriamo ai cittadini. La nostra forza risiede nella collaborazione tra la parte medica e le professioni sanitarie, fondamentali per raggiungere i livelli di assistenza che diamo. Il mio ringraziamento va anche alle autorità civili e militari e alle associazioni di volontariato, la cui presenza testimonia l’integrazione del nostro percorso di cura. Continueremo a lavorare valorizzando i nostri ottimi professionisti e le tecnologie di cui disponiamo, anche tramite l’acquisizione di un ulteriore nuovo software che implementerà ulteriormente l’acceleratore con prestazioni ancora più performanti”.

“Questo successo – ha aggiunto Antonio Stefanelli, direttore della Radioterapia Oncologica dell’Ospedale di Cona – è il risultato di un impegno collettivo che coinvolge la Regione, il territorio e i nostri pazienti, ai quali va il ringraziamento più importante. Grazie al supporto costante dell’Ingegneria Clinica e della Fisica Sanitaria, oggi disponiamo di tecnologie che ci mettono perfettamente in linea con l’offerta oncologica più moderna. Nel nostro reparto nessuno opera da solo: lavoriamo in equipe multidisciplinari all’interno di una rete oncologica che ci vede collaborare costantemente con colleghi di tutta l’Emilia-Romagna. Siamo in grado di offrire i massimi standard terapeutici per i tumori che necessitano di radioterapia e partecipiamo a studi internazionali d’avanguardia su prostata e rene. Grazie alla dedizione di tutto il personale e in particolare del coordinatore Lorenzo Tacchini, abbiamo ridotto la mobilità passiva. Oggi presentiamo con orgoglio il sistema SGRT per la radioterapia guidata dalla superficie corporea, che riduce drasticamente la tossicità per gli organi sani. Trattiamo circa 1200 pazienti all’anno, offrendo loro non solo tecnologie come la brachiterapia e la radiochirurgia, ma anche un clima umano che considero quello di una vera famiglia”.

“Lavoro a Ferrara dal 2011 – ribadisce Giampiero Pirini, direttore dell’Ingegneria Clinica delle Aziende Sanitarie ferraresi – e ho seguito l’intera evoluzione tecnologica della radioterapia, dal difficile trasferimento dal vecchio ospedale alla sede di Cona. Abbiamo dovuto gestire una situazione quasi unica in Italia: operare con due acceleratori lineari di produttori diversi, il che ha richiesto uno sforzo enorme per integrare i sistemi informativi e garantire la sicurezza dei trattamenti. Finalmente oggi disponiamo di due macchine gemelle e omogenee, che facilitano l’organizzazione del lavoro e la manutenzione. Questo nuovo acceleratore è dotato di tecnologie allo stato dell’arte come il “gating respiratorio”, che sincronizza l’erogazione dei raggi con il respiro del paziente tramite segnali cromatici in sala, rendendo il trattamento più preciso e meno invasivo. Abbiamo inoltre acquisito sistemi per il controllo della dose ‘in vivo’ in tempo reale e un software per tracciare la qualità e la sicurezza di ogni controllo periodico”.

“Porto – aggiunge Cristina Coletti, assessora alle Politiche Socio Sanitarie del Comune di Ferrara – con grande piacere i saluti del Sindaco Fabbri e di tutta l’amministrazione comunale, esprimendo la nostra profonda soddisfazione per questo traguardo che rappresenta una giornata di crescita fondamentale per il territorio. Questa inaugurazione è una risposta puntuale e doverosa verso i nostri cittadini e pazienti, ma anche un riconoscimento ai tanti professionisti che operano nella nostra sanità con passione quotidiana. Mi hanno colpito molto le parole del dottor Stefanelli riguardo al concetto di reparto come ‘famiglia’: creare circostanze dove ci si senta uniti è essenziale, poiché trascorriamo gran parte della nostra vita sul luogo di lavoro. Ringrazio la dottoressa Natalini per la determinazione con cui guida le aziende sanitarie e il collega Fabi per la presenza della Regione, che dimostra un’attenzione concreta alle necessità del nostro territorio. Il nostro impegno come Comune resterà costante per favorire lo sviluppo sanitario e sociosanitario in sinergia con tutte le istituzioni coinvolte”.

“Siamo qui come Regione – conclude Massimo Fabi, assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia – Romagna – per testimoniare un impegno che non è solo finanziario, ma di partecipazione attiva alla programmazione e all’implementazione delle tecnologie sanitarie. Mi fa molto piacere constatare come la radioterapia di Ferrara sia perfettamente inserita nella rete delle cure oncologiche, acquisendo una funzione centrale nei Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali che partono dalla prevenzione. La nostra regione punta su un’innovazione profonda per garantire la qualità dei livelli essenziali di assistenza e la loro sostenibilità. Vogliamo che la promozione della salute sia presente in tutte le politiche, valorizzando il benessere organizzativo e l’integrazione tra ospedale e territorio. L’innovazione tecnologica che inauguriamo oggi deve produrre valore reale, portando alla medicina di precisione e a una personalizzazione delle cure basata anche sul profilo genetico del paziente. Il nostro obiettivo è tenere l’interesse della persona al centro, calibrando i servizi sulla vita ordinaria dei cittadini e migliorando l’efficacia terapeutica per un recupero più rapido. Ci prendiamo l’impegno di sostenere ulteriormente questo sviluppo: quando c’è una visione tecnica e politica condivisa, le risorse per l’innovazione si trovano sempre grazie a un sistema virtuoso. Per cui raccolgo sicuramente l’impegno di metterci del nostro, come Regione, per le tecnologie necessarie ad implementare ulteriormente il vostro acceleratore”.

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