Lettere al Direttore
9 Aprile 2026

Sanità e diritti del cittadino

di Redazione | 2 min
Egregio Direttore,
il popolo italiano ha di recente respinto una proposta di riforma che avrebbe previsto la separazione delle carriere dei magistrati, come hanno tutti i paesi democratici, così come fortemente sostenuto da talune componenti politiche di sinistra (compresa una parte della chiesa cattolica), anche con motivazioni non sempre vere e lineari.
Ricordo che nel 2001 la sinistra italiana sostenne la riforma dell’intero Titolo V, creando, tra l’altro, diversi conflitti tra Stato e Regioni. Oggi, purtroppo, ho toccato con mano uno dei limiti di tale riforma della sinistra italiana.

Infatti, avendo fatto delle analisi presso un ospedale della vicina Regione Veneto, ed avendo necessità di scaricare l’esito di un esame istologico, ho tentato invano di accedere informaticamente anche tramite app con i dati che mi aveva indicato l’ospedale presso il quale era stato eseguito il prelievo, purtroppo, senza riuscirci, perché non possiedo il fascicolo sanitario presso la Regione dove è stato eseguito l’esame.

Con la riforma Costituzionale del 2001, voluta da Prodi e compagni, in Italia si sono create venti sanità diverse che non sempre comunicano informaticamente tra di loro. Per cui ho dovuto recarmi presso una farmacia in Veneto per ritirare il mio referto.

Alla faccia di chi sbraitava dichiarando “attentato alla Costituzione” la separazione delle carriere dei magistrati.Questo è stato un attentato alla Costituzione ed ai diritti di un cittadino!

Si dirà: hai voluto andare in Veneto e quindi subisci le conseguenze!

Può anche essere vero; però ricordo che l’art. 32 della stessa Costituzione consente al singolo di scegliere dove ritiene di essere curato; come stabilisce anche che nessuno può essere sottoposto a trattamento sanitario (contrariamente a quanto fecero i Governi Conte Draghi nel 2020 e 2021) rispettando la dignità della persona.

Ho scelto di andare in Veneto per un semplice motivo: presso la mia Regione di recente sono stato mal curato, previa diagnosi di una inesistente patologia, diagnosticatami incautamente da un vicino ospedale e anche perchè ho avuto anche qualche altro problema.

Che vergogna!

Ma si può essere tanto gretti da non riconoscere le proprie malefatte al Titolo V, e, poi, non permettere di ammodernare un ordine giudiziario che ha previsto l’unificazione delle carriere dei magistrati voluta da un Governo fascsita nel 1941, proprio per controllare i cittadini?!

Mentre, invece, va bene una riforma a mio modo di vedere sbagliata, che crea, però, problemi ai cittadini!

Cordiali saluti.

Lucio Maccapani

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