Politica
8 Aprile 2026
Il consigliere della Civica Fabbri in un odg: "Solo attraverso il dialogo, la mediazione e il rispetto reciproco sia possibile costruire condizioni di pace duratura"

Rendine: “Promuovere la pace superando le contrapposizioni”

di Redazione | 2 min

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È un ordine del giorno “alternativo per la promozione della pace, del dialogo e della de-escalation nel conflitto mediorientale” quello che propone Francesco Rendine della Civica Fabbri. Un odg che “si propone come alternativa a impostazioni basate sulla contrapposizione e sulla condanna unilaterale, nella convinzione che solo attraverso il dialogo, la mediazione e il rispetto reciproco sia possibile costruire condizioni di pace duratura”.

Il consigliere chiede a sindaco e giunta di “promuovere, in tutte le sedi opportune, iniziative volte a favorire un immediato cessate il fuoco e la de-escalation del conflitto” e “sostenere con convinzione ogni percorso diplomatico e negoziale che coinvolga tutte le parti interessate, nel rispetto del diritto internazionale”.

Nell’inquadrare la situazione internazionale Rendine evidenzia il rischio di un’ulteriore estensione del conflitto “con conseguenze drammatiche per le popolazioni civili coinvolte e per la stabilità globale”. “Ogni conflitto armato – aggiunge – produce sofferenze, distruzione e instabilità, colpendo in primo luogo i civili, indipendentemente dalle responsabilità politiche e militari”.

Ricorda però che “le dinamiche conflittuali complesse non possono essere efficacemente affrontate attraverso prese di posizione unilaterali o meramente accusatorie, che rischiano di irrigidire le parti e ostacolare percorsi di dialogo”.

Qua si inserisce il ruolo delle istituzioni locali che “deve essere orientato alla promozione della pace, del dialogo tra i popoli e del rispetto reciproco, evitando linguaggi e atti che possano contribuire ad alimentare ulteriori contrapposizioni”.

Rendine ribadisce i concetti espressi dalla Costituzione nell’articolo 11 e ribadisce come la costruzione della pace richieda “il coinvolgimento di tutte le parti in causa e il superamento di logiche di contrapposizione, favorendo invece percorsi di riconciliazione e cooperazione”.

Per questo osserva come “ordini del giorno che pongono al centro la condanna di singoli attori rischiano di contribuire a polarizzare ulteriormente il dibattito, senza incidere concretamente sulla risoluzione del conflitto”. Così “un approccio equilibrato e orientato alla pace può risultare più utile nel favorire iniziative diplomatiche e nel sostenere gli sforzi della comunità internazionale”.

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