È stato archiviato il procedimento contro ignoti aperto dalla Procura di Ferrara in relazione alla presunta violenza sessuale denunciata da una detenuta transgender all’interno della casa circondariale “Costantino Satta” di Ferrara.
L’episodio, che secondo la denuncia sarebbe avvenuto a metà giugno 2025 all’interno di una cella, avrebbe coinvolto quattro detenuti. I fatti sarebbero successi all’interno della sezione “Protetti” dove la donna era detenuta insieme a detenuti omosessuali e a sex offender, persone condannate per reati legati alla violenza di genere spostati dalle altre sezioni.
L’archiviazione è stata disposta vista l’assenza di elementi sufficienti per individuare i responsabili o sostenere un’accusa in giudizio.
I fatti – discussi nelle cronache a partire dalla fine di giugno del 2025 – avevano fatto molto clamore tanto che era intervenuto anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio dopo le interrogazioni di Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Azione e Alleanza Verdi Sinistra. La senatrice Ilaria Cucchi a pochi giorni dalla notizia aveva fatto un’ispezione a sorpresa nel carcere di via Arginone. “È assolutamente grave – aveva detto ai nostri taccuini – che questa persona si trovi in un istituto dove non esiste una sezione adatta”.
La detenuta aveva denunciato di essere stata violentata in carcere da quattro uomini, tutti di nazionalità italiana, che, stando alla ricostruzione fatta allora, pare avessero approfittato di un momento in cui le celle sono lasciate aperte per consentire socialità tra i detenuti per invitarla a prendere un caffè.
La garante per le persone private della libertà personale dal Comune di Ferrara, Manuela Macario aveva evidenziato come il problea fosse legato al modo in cui le istituzioni “hanno trattato una donna transgender”. Una persona che “a seguito del trattamento ormonale a cui si è sottoposta ha tutte le fattezze di una donna, mettendola in una sezione in cui ci sono, tra l’altro, detenuti condannati per violenze di genere. Come è stato possibile metterla in un istituto per soli uomini e non adeguato alle sue esigenze?”.
La detenuta era arrivata a Ferrara a fine marzo dal carcere di Reggio Emilia dove esiste l’unica sezione in regione per transgender. La 40enne di nazionalità italiana aveva però chiesto fin da subito di non rimanere a Ferrara dove doveva condividere gli spazi con uomini. Aveva infatti già segnalato di essere stata molestata mentre l’episodio culminato con la presunta violenza era stato denunciato il 24 giungo del 2025. Nel luglio del 2025 la detenuta è stata trasferita nel carcere di Belluno, una delle sei strutture detentive in Italia con una sezione dedicata.
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