Lettere al Direttore
7 Aprile 2026

La fiera di San Giorgio ridotta a gadget

di Redazione | 2 min

Egregio Direttore,

come Comitato per Ferrara trasmettiamo la seguente nota, con cortese richiesta di pubblicazione, al fine di portare all’attenzione della cittadinanza una tematica che riteniamo di interesse pubblico e meritevole di attenzione.

Fiera di S. Giorgio ridotta a gadget, se questa è la valorizzazione della Fiera di San Giorgio, allora c’è da preoccuparsi.

Perché dietro la retorica dell’evento identitario si nasconde una gestione che ha smarrito completamente il senso della misura e, forse, anche quello del ruolo istituzionale.

L’immagine simbolo? Un pupazzo celebrativo.

Sì proprio, un pupazzo.

Una scelta che racconta più di mille parole l’approccio dell’assessore di riferimento;infantilizzare la comunicazione, banalizzare la tradizione, trasformare una manifestazione storica in un prodotto da bancarella. Non è valorizzazione, è marketing di bassa lega travestito da politica culturale.

Ma il problema non è solo estetico. È sostanziale.

Perché mentre si distribuiscono gadget e sorrisi di cartone, la città reale paga il conto.

E lo paga in silenzio.

Il luna park, presentato come naturale complemento, è in realtà un corpo estraneo, rumoroso e invasivo, che viene spostato da un quartiere all’altro senza alcuna reale condivisione con i residenti. Ogni anno la stessa storia, decisioni calate dall’alto, disagi scaricati su chi vive quei luoghi, zero ascolto.

E questa volta si è andati oltre.

Per fare spazio alle attrazioni si interviene sul verde, si modificano equilibri urbani, si sacrifica un parco pubblico. Il tutto mentre si chiede ai cittadini di “comprendere” l’importanza dell’evento. Comprendere esattamente cosa? Che il loro spazio di vita è negoziabile?

Poi arriva il dettaglio che più di tutti restituisce il senso dell’operazione; voucher da 50 euro per le giostre.

Non un investimento culturale. Non un progetto condiviso. Ma un incentivo, una mancetta, un tentativo neanche troppo velato di comprare consenso.

È questa l’idea di partecipazione?

E mentre si regalano biglietti e si sventolano pupazzi, resta una domanda semplice, fin troppo semplice, quanti soldi pubblici sono stati spesi?

Quanto è costato portare allacciamenti elettrici, infrastrutture temporanee, adeguamenti?

Quanto paga la collettività per sostenere un luna park itinerante travestito da evento cittadino?

Su questo, silenzio.

Ed è un silenzio che pesa più di qualsiasi giostra.

Perché una amministrazione seria può anche sbagliare scelte, ma non può permettersi di sostituire la trasparenza con il rumore, la programmazione con l’improvvisazione, e la politica con i pupazzi.

San Giorgio merita rispetto.

La città anche.

Il resto è solo rumore di fondo

Comitato per Ferrara

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