Attualità
4 Aprile 2026
Ferrara per la Palestina in piazza: "Vogliamo che non arrivi più un euro all’industria delle armi. Vogliamo soldi per finanziare il welfare: per la sanità, l’istruzione e la ricerca"

Pena di morte per i prigionieri palestinesi. “Un laboratorio di crudeltà calcolata”

di Redazione | 2 min

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di Emanuele Gessi

Una cinquantina di persone, venerdì pomeriggio, 3 aprile, hanno manifestato contro la “barbarie” della legge, approvata in Israele nei giorni scorsi, che introduce la pena di morte per i “prigionieri palestinesi”.

“Un laboratorio di crudeltà calcolata”, così gli attivisti di Ferrara per la Palestina – il gruppo che ha organizzato il presidio in piazza Cattedrale – definiscono il sistema carcerario israeliano, prendendo in prestito l’espressione “dall’ultimo rapporto di Francesca Albanese presentato all’Onu”.

“I palestinesi che vivono sotto occupazione – proseguono – vengono giudicati in quanto adulti dai tribunali militari israeliani, e quindi sottoposti alla legge marziale, a partire dai 12 anni. Adesso collegate questo alla pena di morte per impiccagione che è appena entrata in vigore, che verrà eseguita a porte chiuse entro 90 giorni dalla pronuncia dei giudici”, senza necessità di unanimità, permettendo una decisione a maggioranza.

Nel loro intervento a microfono, accompagnato dal suono battente di un tamburo, gli attivisti hanno analizzato le conseguenze “della guerra che sta scatenando lo Stato d’Israele”, stigmatizzando le persone che dimostrano disinteresse, perché gli effetti “arriveranno fino a Ferrara”. Un riferimento al blocco dello stretto di Hormuz, operato dall’Iran in seguito agli attacchi combinati di Israele e Usa, che potrebbe portare presto i prezzi “di benzina e bollette ad andare alle stelle”.

Ancora: “Vogliamo che non arrivi più un euro all’industria delle armi”, dichiarano gli attivisti. Un’economia, quella di guerra, che impedisce di far arrivare soldi là dove servirebbe: “Vogliamo soldi per finanziare il welfare: per la sanità, l’istruzione e la ricerca”.
L’accusa rivolta da Ferrara per la Palestina ai governi dell’Unione europea, Italia compresa, è di non applicare nessuna sanzione effettiva a Israele e di mettere nel mirino chi esprime dissenso: “Il governo Meloni sta cercando di far passare la legge contro l’antisemitismo che altro non è che una legge bavaglio, per impedirci di manifestare”.

L’accusa rivolta da Ferrara per la Palestina ai governi occidentali, Italia compresa, è di non porre in essere nessuna conseguenza effettiva ai danni di Israele. E di mettere, invece, nel mirino chi esprime dissenso nelle piazze: “Lo Stato italiano ha condannato a parole la pena di morte verso i palestinesi. Ma nei fatti non ha ancora applicato mezza sanzione, come l’Unione europea e come gli Stati Uniti. Anzi, il governo Meloni sta cercando di far passare la legge contro l’antisemitismo che altro non è che una legge bavaglio, per impedirci di manifestare. E saremmo tacciati di antisemitismo anche noi qua che stiamo manifestando per la libertà di un popolo”.

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