E’ sensato scegliere come primo rigorista un ragazzo di vent’anni, con scarsa esperienza internazionale, che può essere facilmente gravato dall’ emozione, sapendo che tutta Italia lo guarda e che non può sbagliare?
Non sarebbe stato più saggio far tirare il primo penalty a un veterano come Tonali, che poi ha insaccato la palla con freddezza quando è stato il suo turno?
Capisco che del senno di poi, come recita un antico adagio, son piene le fosse. Ma secondo un altro proverbio chi ben comincia è alla metà dell’ opera.
Fra l’altro Pio Esposito calciò alto un rigore anche con la maglia dello Spezia il 12 gennaio 2025 (contro Juve Stabia). Sbaglio grave, perché la partita si concluse con un pareggio.
E già allora qualcuno scrisse che affidare un rigore importante a un ragazzo caratterialmente emotivo come il giovane Esposito non era stata una scelta oculata.
Certo, i nostri hanno finalmente sudato combattendo e l’arbitro non ci ha favorito.
Ma stavolta Gattuso ha “ringhiato” male, caricando sulle spalle di un ventenne una responsabilità enorme, perché centrare il primo rigore produce un rilevante vantaggio psicologico. E viceversa.
Nel calcio, come spesso nella vita, non esistono controprove. Ma dovendo iniziare il cammino su un terreno accidentato, sarebbe preferibile una guida esperta che sa ben valutare i pericoli o un volonteroso giovanotto con poca esperienza alle spalle?
Mario Gallotta