Per la tragica fine dell’80enne Virginia Grassi, morta un mese dopo l’incidente stradale tra l’ambulanza che la stava trasportando a Cona e un’auto, ieri (giovedì 2 aprile) mattina, davanti al gup del tribunale di Ferrara, il 25enne ferrarese alla guida della vettura ha scelto di patteggiare una pena di 10 mesi e 20 giorni.
Per l’uomo era stato formulata richiesta di rinvio a giudizio dalla Procura di Ferrara con l’accusa di omicidio stradale. Decisiva fu la consulenza medico legale fatta eseguire dal pubblico ministero che accertò il nesso di causalità tra le ferite riportate dall’anziana nell’incidente e la successiva morte.
Il violento sinistro stradale avvenne il 22 agosto 2023 lungo la via Comacchio, nelle vicinanze dell’incrocio che porta all’ingresso dell’istituto Città del Ragazzo.
L’ambulanza, un veicolo della Croce Bianca Emilia Romagna, stava trasportando la donna da una struttura privata all’ospedale Sant’Anna per un’operazione chirurgica programmata al ginocchio, quando improvvisamente è stata colpita frontalmente dal veicolo guidato dal 25enne che procedeva in maniera opposta.
In tutto furono quattro i feriti, soccorsi dal 118 e dai vigili del fuoco: oltre all’80enne e al 25enne, coinvolti anche il conducente del mezzo di soccorso e un sanitario. Ad avere la peggio fu però l’80enne che non riuscì mai più a riprendersi e, dopo oltre un mese di ricovero, il 28 settembre 2023 perse la vita.
Oltre che per l’omicidio stradale dell’anziana (avvocato Massimiliano Sita), il 25enne – difeso dall’avvocato Riccardo Caniato, sostituito ieri dall’avvocato Maria Vittoria Tassinari – era stato chiamato a rispondere anche delle lesioni causate al conducente e all’altro sanitario a bordo del mezzo di emergenza.
In questo caso però, dopo essere stati risarciti, entrambi hanno rimesso la loro iniziale querela.
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