Copparo
1 Aprile 2026
Nei guai due uomini di 50 e 52 anni. Identificati e denunciati per truffa aggravata ai danni di una 70enne che aveva chiesto aiuto ai carabinieri

S’intascano 13mila euro con la truffa del finto bancario. Due denunce

di Redazione | 2 min

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Stavano occupando abusivamente un edificio di proprietà di una donna che lo aveva ereditato, quando i carabinieri li hanno scoperti e denunciati. Protagonisti della vicenda cinque persone, tre uomini e due donne tra i 20 e i 40 anni, tutti senza fissa dimora, che ora dovranno rispondere di invasione di edifici e terreni

Copparo. Dopo le indagini dei carabinieri, due uomini di 50 e 52 anni – provenienti da fuori provincia – sono stati identificati e denunciati per truffa aggravata in concorso, a seguito della la denuncia di una cittadina 70enne, raggirata con il trucco del finto operatore bancario.

La vicenda risale alle scorse settimane, quando la vittima è stata contattata telefonicamente da un sedicente operatore di un fantomatico servizio antifrode bancario. Il finto operatore, con tono professionale e rassicurante, ha allertato la donna circa presunti prelievi sospetti di poche centinaia di euro avvenuti sul proprio conto corrente. Per bloccare tali operazioni e mettere in sicurezza i propri risparmi, la donna è stata quindi indotta a seguire una procedura guidata al telefono.

In realtà, l’ignara vittima, convinta di stornare i pagamenti fraudolenti, è stata manipolata fino a compiere una serie di bonifici per un importo complessivo di oltre 13.000 euro, accreditati su un conto indicato ad hoc dal sedicente operatore antifrode.

Nei giorni successivi, dopo essersi resa conto di essere stata raggirata, data la somma mancante dal proprio conto bancario, l’anziana ha chiesto aiuto ai militari di Copparo per denunciare l’accaduto. Le indagini sono state immediatamente avviate, permettendo così di risalire ai due soggetti che avevano ruoli ben precisi nella messa in scena che ha indotto in errore la malcapitata. Più precisamente l’intestatario del conto è risultato essere il 50enne che, nel tentativo di eludere le indagini, aveva denunciato lo smarrimento della carta prepagata collegata all’Iban del conto che aveva ricevuto i soldi “sporchi”.

Tuttavia i carabinieri hanno scoperto che lo stesso aveva effettuato prelievi di denaro proprio in data successiva al presunto smarrimento. Mentre il 52enne, risultato essere l’utilizzatore dell’utenza telefonica servita per guidare la vittima durante le operazioni illecite, aveva il compito di telefonare spacciandosi per operatore anti frode della banca.

L’Arma dei Carabinieri rinnova l’invito alla massima prudenza e ricorda che nessun istituto bancario o ufficio postale richiede di effettuare bonifici o spostamenti di denaro su conti terzi per “motivi di sicurezza” o “operazioni antifrode”; in caso di telefonate sospette, è fondamentale interrompere la comunicazione e contattare direttamente il proprio istituto di credito o il numero di emergenza 112; i codici di accesso, password o Otp (One Time Password) ricevuti via Sms o App non devono mai essere forniti a nessuno.

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