Attualità
31 Marzo 2026
A Palazzo Naselli-Crispi il primo dei due workshop finali con enti e aziende private che porteranno all’assunzione di responsabilità delle diverse azioni contenute nel piano strategico

Contratto di area umida per il Volano: percorso partecipativo nella fase conclusiva

di Redazione | 3 min

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Il percorso verso la firma del Contratto di Area Umida del Po di Volano è ormai alle battute finali e si avvicina al traguardo della firma. Dopo la sottoscrizione del documento d’intenti e un costante lavoro di messa a punto del contratto, si è svolto ieri a Palazzo Naselli Crispi il primo di due workshop per definire nel dettaglio il Piano d’Azione strategico del contratto. All’incontro hanno preso parte numerosi stakeholder, tra enti pubblici e soggetti privati, che hanno accompagnato con i loro contributi l’intero cammino di co-progettazione.

Il Contratto di area umida è uno strumento di programmazione negoziata che mira a individuare criticità e soluzioni condivise per rendere il fiume e le sue zone umide più resilienti ai cambiamenti climatici, valorizzandoli al contempo sotto il profilo turistico, ambientale e culturale. L’iniziativa si inserisce nel progetto Grew (finanziato dal Programma Interreg Italia-Croazia), di cui il Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara è partner, e che prevede la sottoscrizione di otto contratti pilota per l’adattamento climatico delle zone umide costiere transfrontaliere.

In merito all’importanza di questo traguardo, il presidente del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, Stefano Calderoni, ha sottolineato: “Questo percorso ci ha permesso di recuperare la consapevolezza di avere vicino un compagno che rappresenta una straordinaria opportunità: il nostro fiume e le aree umide connesse. Spesso ce ne ricordiamo solo quando emergono i problemi, ma questo percorso ci insegna che occorre aver cura del sistema Po di Volano per le sue straordinarie funzioni, le potenzialità di sviluppo che offre al territorio e il ruolo strategico che svolge per la nostra agricoltura. Avere cura significa in primo luogo rafforzare il presidio istituzionale: le competenze frammentate spesso non ci permettono di agire in una direzione unica, mentre legami istituzionali solidi sono la base per dare una nuova identità e concrete opportunità di crescita alle aree interne. Tuttavia, per realizzare questi obiettivi non basteranno le buone intenzioni ma sarà indispensabile trovare risorse economiche per recuperare le fragilità e ridare slancio alle aree che costeggiano il Po di Volano”.

A seguire Alessandro Buzzoni, direttore Area Territorio del Consorzio, ha presentato i risultati del progetto pilota previsto dal progetto Grew, uno studio idrodinamico con modellazione in 3D della risalita del cuneo salino nell’ultimo tratto del Volano: “L’intrusione salina nell’ultimo tratto del Volano ha effetti su un’area di quasi seimila ettari del bacino irriguo del Consorzio – ha detto Buzzoni – e quindi diventa essenziale studiare nel dettaglio come avviene la risalita dell’acqua salata. Grazie a questa modellazione possiamo impostare diversi scenari d’intervento e prevedere le conseguenze delle scelte progettuali sulla qualità dell’acqua e quindi sul territorio”.

Nel corso dell’incontro Chiara Ferrara e Filippo Lenzerini di Punto3 hanno condotto la discussione sul Piano d’Azione che si sviluppa su dieci assi strategici con interventi spaziano dalla creazione di una governance condivisa e l’individuazione dei luoghi vulnerabili alla tutela attiva di habitat e biodiversità, passando per la sicurezza del sistema idraulico e una pianificazione integrata lungo l’asta del fiume. Il piano mira, inoltre, a promuovere una fruizione sostenibile e di valore, trasformando il Volano in un laboratorio di ricerca e consolidando il suo ruolo di infrastruttura agricola strategica. Infine, l’attenzione si sposta sul potenziamento delle connessioni e dell’accessibilità territoriale, con l’obiettivo ultimo di rigenerare paesaggi, spazi e comunità. Il percorso non si ferma qui: tutti gli enti e i privati interessati avranno tempo fino al 22 aprile per proporre le proprie modifiche al Piano e manifestare la volontà di partecipare come protagonisti alle singole azioni, confermando il proprio impegno in base agli ambiti di competenza.

Il confronto proseguirà il 6 maggio a Marozzo, in occasione del secondo workshop programmato per definire le priorità d’intervento e gli indicatori di monitoraggio. La conclusione del cerchio e la firma ufficiale del Contratto di area umida sono previste tra i mesi di giugno e luglio.

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