Attualità
31 Marzo 2026
Pare esserci una nuova stima dimezzata per la ristrutturazione dell'antincendio: da 4 si passa a 2,1 milioni. Saldato il debito con l'ex amministratrice ma le morosità sono di 1,4 milioni

Grattacielo. Nuova assemblea: “Senza soldi non si torna”

di Redazione | 4 min

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Nuova assemblea straordinaria dei condomini del Grattacielo, che sono tornati a riunirsi, ieri (30 marzo) questa volta nella sala convegni di Cna, per decidere le sorti del proprio futuro. Il mantra di chi coordina il consesso, l’amministratore di condominio Francesco Donazzi, rimane uno: “Senza soldi non si va da nessuna parte”. Così, “chi è interessato a ridare vita al proprio condominio” è esortato a mettersi in pari al più presto. Altrimenti, non si può partire nemmeno “con i lavori di adeguamento dell’impianto anti-incendio”.

Comincia la riunione e c’è la prima notizia per i presenti – poco meno di un centinaio. Ci sarebbe una novità non di poco conto per le tasche dei proprietari. L’avvocato Domenico Preziosa riferisce che “dalle stime che sono state recuperate sia presso Ghiotti che presso l’ingegner Mezzadri è stata fatta una stima di massima che è di 2 milioni 175 mila euro, che serviranno per completare il piano antincendio e sperare di poter rientrare nelle abitazioni”. Un aggiornamento al ribasso, dunque, del costo complessivo dei lavori da intraprendere (si era parlato di 4 milioni nella scorsa riunione condominiale del 2 febbraio). Donazzi non conferma e non smentisce. Preziosa prosegue, dunque, riepilogando che ci sarebbero “744 mila euro di debiti del condominio”, i più consistenti dei quali fanno riferimento all’impresa Ghiotti e allo studio Mezzadri, e “una morosità attuale di 1 milione e 475 mila euro”, comprensiva di posizioni storiche e situazioni complesse.

Donazzi non si esprime. Ma, restando in tema, prende parola e annuncia che è stato saldato il debito con la precedente amministratrice di condominio Tiziana Davì (precisamente con la società Acos, di cui lei è titolare), grazie al bonifico risolutore di due condomini “i cui debiti erano stati messi nel mirino”. Ad affiancarli nell’operazione di “negoziare la cifra” è stato l’avvocato Domenico Preziosa. Si risolve così la grave situazione che era venuta a crearsi, con entrambi i conti correnti condominiali che erano stati congelati a seguito di decreto ingiuntivo promosso, appunto, da Davì. Per risanare il debito pendente, l’attuale amministratore Francesco Donazzi dice di aver “versato, a partire da maggio 2025, una rata mensile di 10 mila euro, a favore della società Acos”.

Una procedura proseguita fino al 19 gennaio 2026, quando “ho scritto che in quel momento non ero nelle condizioni di versarla, perché otto giorni prima era successo quello che sapete benissimo”. Ovvero il principio d’incendio che ha portato a stretto giro all’evacuazione di tutte e tre le torri. Una situazione che impediva di continuare a onorare le mensilità rimaste: “Mancavano tre o quattro rete, non di più”, aggiunge Donazzi. È inizio marzo quando arriva la notizia che “l’avvocato di Acos ha pignorato diversi crediti del condominio”, con la conseguenza che “entrambi i nostri conti correnti sono stati bloccati e le somme presenti in quel momento congelate”.

Tutto è bene quel che finisce bene. È fresca la notizia del buon esito del lavoro negoziale fra i condomini, coadiuvati dall’avvocato Preziosa, e la società Acos. Viene notificata a Donazzi poco prima che la riunione inizi: “Non abbiamo più debiti con la vostra precedente amministratrice”, esulta Donazzi. Ma vietato abbassare la guardia: “Potrebbero esserci altre azioni contro il condominio – ammonisce – nelle prossime settimane”. Per cui si ritorna al punto di partenza. “Saldare i debiti con i fornitori, e al più presto”. E una volta recuperati i soldi che mancano nel conto corrente condominiale dare il via inoltre “alle azioni che la legge ci consente per eliminare quel folto numero di condomini che ha una situazione debitoria cronica”.

Rispetto all’imminenza, Donazzi riporta nei giorni scorsi Enel, che è “proprietaria delle linee e dei contatori”, ha espresso la volontà di “disattivare anche torri A e C” per spostare i contatori, costruendo una nuova cabina di trasformazione all’esterno. Un intervento che poteva avere effetti “drammatici”, in quanto “i cinque contatori del condominio non possono rimanere spenti perché alimentano dei servizi molto importanti”, come le luci di sommità e “le pompe delle acque che si formano alla base del condominio”, esemplifica l’amministratore. I lavori di trasferimento sono stati bloccati. Tuttavia entro una quindicina di giorni dovranno essere eseguiti. E a quel punto a pagare saranno i condomini stessi: “I Vigili del Fuoco – ha spiegato l’ingegnere Andrea Guaraldi – non tollerano che i contatori restino nei cavedi dove sono ora. L’esigenza è legata al condominio e quindi paga chi ne ha bisogno”.

I condomini lasciano la sala dopo due ore e mezza di riunione, in cui non sono mancati momenti di confronto acceso. Le consistenti morosità non ancora ripianate spaventano. Applausi quando viene portato un fiocco rosa e fissato al centro della scrivania dei relatori. Nelle scorse ore è nata una bambina da una coppia di genitori stranieri, proprietari di un appartamento nel Grattacielo, oggi assegnatari di un alloggio temporaneo da parte di Asp (Azienda pubblica di servizi alla persona).

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