Il 30 marzo, alle ore 9.30, presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Ferrara (corso Ercole I d’Este 46, Aula 7), si terrà l’iniziativa “I giorni del condor. Memorie a 50 anni del colpo di stato civico-militare in Argentina”, un momento di riflessione pubblica e approfondimento storico-giuridico dedicato a una delle pagine più drammatiche del Novecento latinoamericano.
A cinquant’anni dal golpe del 1976, l’incontro intende ricostruire, attraverso voci autorevoli e testimonianze dirette, il contesto politico e umano della dittatura argentina, segnata da repressione, violazioni sistematiche dei diritti umani e sparizioni forzate. L’obiettivo è mantenere viva la memoria e rafforzare una coscienza critica sui temi della giustizia, della responsabilità e della tutela dei diritti fondamentali.
L’iniziativa sarà coordinata da Alessandra Annoni dell’Università di Ferrara e vedrà la partecipazione di relatori di rilievo internazionale. Interverranno Horacio Czertok, cofondatore del Teatro Nucleo ed esule argentino, testimone diretto di quegli anni; Jorge Iturburu dell’Associazione 24 marzo, impegnata nella difesa della memoria storica; Astrid Patino Carabeli, nipote delle Abuelas de Plaza de Mayo, simbolo della ricerca di verità e giustizia per i desaparecidos; Nicolás Rapetti, autore del volume “Né oblio né perdono” (Laterza), dedicato proprio ai processi di memoria e responsabilità; e Andrea Speranzoni, avvocato nel processo Troccoli contro i responsabili delle sparizioni forzate.
L’evento nasce dalla collaborazione tra il Centro studi giuridici europei sulla grande criminalità (Macrocrimes) del Dipartimento di Giurisprudenza – da tempo impegnato nella riflessione scientifica sulle prospettive di esercizio dell’azione penale in Italia rispetto a crimini internazionali commessi all’estero – e il Teatro Nucleo, realtà profondamente segnata dall’esperienza storica dell’esilio e dalla necessità di testimoniare, anche attraverso l’arte, la violenza della dittatura argentina. Proprio questo legame diretto con i fatti oggetto dell’incontro conferisce all’iniziativa un valore particolare, intrecciando memoria storica, esperienza vissuta e riflessione contemporanea.
La vicenda del Teatro Nucleo affonda infatti le proprie radici negli anni della repressione: il sequestro di Horacio Czertok nel 1974 da parte di un commando delle Triple A e la successiva fuga di parte del gruppo in Italia rappresentano un esempio concreto di quel clima di persecuzione che avrebbe di lì a poco trovato piena espressione nel colpo di Stato del 1976. L’esperienza dell’esilio e della resistenza culturale diventa così una chiave di lettura viva e attuale per comprendere le conseguenze umane e sociali della dittatura.
In questo contesto si inserisce anche la produzione teatrale “Herodes” (1975), che portò in scena, con forza e radicalità, i temi della tortura e del terrore, anticipando e denunciando pubblicamente ciò che stava accadendo in Argentina. Un esempio di come il linguaggio artistico possa farsi strumento di memoria e di denuncia.
“I giorni del condor” si propone dunque non solo come un evento commemorativo, ma come uno spazio di confronto tra storia, diritto e testimonianza, capace di interrogare il presente a partire dal passato e di ribadire il valore della memoria come fondamento di giustizia e responsabilità collettiva.
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