Lettere al Direttore
29 Marzo 2026

“Shitstorm” per gli artisti che hanno scelto il Sì

di Redazione | 2 min

Pierluigi Diaco ha dichiarato di aver ricevuto una valanga di insulti via social (pezzo di m…. era uno dei più eleganti) per essersi espresso a favore della riforma della giustizia. Stessa sorte è capitata ad Amedeo Minghi, insultato dai soliti (e vili) “leoni da tastiera”.

Applausi invece per Fiorella Mannoia (“Io non ci capisco niente ma ho paura e voto no”), per Mimmo Calopresti (“Sono un soldato della Costituzione”), per i comici che si sono fatti pubblicità invitando a votare per il no con discutibili gag come Ficarra e Picone o Giovanni Storti (del trio Aldo, Giovanni e Giacomo) ,per gli ex calciatori come il “principino” Claudio Marchisio, che ha scoperto la propria vocazione antiautoritaria, per Pif e per tanti altri che si sono messi in bella mostra come difensori della democrazia in pericolo.

Insomma, tira una brutta aria per chi va controcorrente e non si uniforma alle mode dominanti nel mondo dello spettacolo, al punto che pure chi ha preferito non esprimersi e quindi non si è accodato al “codazzo” del no è stato tacciato di atteggiamento pilatesco.

Certo, non siamo di fronte a una novità. Già Bennato cantava “mi hanno detto che non posso rifiutare proprio adesso, che anche a loro devo il mio successo”…

Wilma Goich, Marcella Bella e “Pablito” Rossi ricevettero apprezzamenti poco lusinghieri quando si candidarono per Alleanza Nazionale. E il povero Lucio Battisti, solo perché non firmava appelli per la pace o contro gli USA, fu etichettato come un reprobo individualista “di destra” (cosa oltretutto non vera, come testimoniato da Mogol).

Per venire poi a tempi più recenti, Lorella Cuccarini è stata contestata per aver manifestato perplessità sul ddl Zan mentre Laura Pausini ha ricevuto epiteti non gratificanti per non aver cantato “Bella ciao” in un concerto.
Insomma, se ti esprimi a favore delle tesi sostenute dalla sinistra ricevi battimani e applausi. Diversamente rischi il linciaggio virtuale.

Per tal motivo desidero esprimere la mia più viva solidarietà a Pierluigi Diaco e ad Amedeo Minghi, artisti con la schiena dritta che non hanno avuto timore di prendere posizione esponendo liberamente il loro parere in un mondo dove spesso è più conveniente seguire l’andazzo sinistreggiante che penalizza chi osa esporsi scegliendo coraggiosamente di navigare controcorrente.

Come diceva Leo Longanesi, più che di astratta libertà abbiamo bisogno – ora più che mai – di uomini liberi.

Giulio Borghi

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