di Giada Zerbini, Simone Buriani e Leonardo Uba*
Hera annuncia dividendi in crescita e circa 4 milioni di euro destinati al Comune di Ferrara. Ma quando si parla di servizi essenziali, la domanda è una sola: quanto stanno pagando i cittadini?
I numeri aiutano a capirlo. A Ferrara una famiglia spende circa 680 euro l’anno per l’acqua, il 29% in più della media nazionale (528 euro, dati Cittadinanzattiva 2026). A Bologna, con lo stesso gestore, si pagano 415 euro. E mentre le bollette crescono, si disperde ancora il 32% dell’acqua: quasi un terzo di quella pagata non arriva ai rubinetti.
Sui rifiuti la situazione non cambia. La Tari raggiunge i 341 euro l’anno, la più alta dell’Emilia-Romagna, con un aumento del 13,8% in un solo anno. Questo nonostante Ferrara sia tra i primi comuni in Italia per raccolta differenziata, con l’88%. I cittadini fanno la loro parte, ma il conto continua a salire.
C’è poi il tema del teleriscaldamento. A dicembre, come opposizione, abbiamo presentato un’interpellanza sui ritardi dell’impianto di Casaglia e sullo stop alla geotermia, una delle principali fonti del sistema. Per mesi il servizio dovrà quindi basarsi maggiormente su gas e termovalorizzatore, con possibili effetti sulle bollette. A marzo, però, a quell’interpellanza non è ancora arrivata alcuna risposta da parte della Giunta. E quando mancano informazioni, il rischio è sempre lo stesso: che i costi ricadano sui cittadini senza che sia stato spiegato prima.
In questo contesto, parlare di “tesoretto” rischia di essere fuorviante. Hera ha chiuso il 2024 con oltre 535 milioni di utile netto e distribuisce dividendi in crescita. Al Comune arrivano circa 4 milioni di euro, ma una famiglia ferrarese paga oltre 1.000 euro l’anno solo per acqua e rifiuti. A Bologna, per gli stessi servizi, la spesa è di circa 709 euro: oltre 300 euro in meno. Su scala cittadina, significa più di 16 milioni di euro l’anno di maggiore costo per i ferraresi.
Dietro i dividendi c’è una realtà evidente: tariffe alte per i cittadini e utili in crescita per la multiutility. Al Comune arriva una quota, ma il peso resta tutto sulle famiglie.
*Missione Lavoro e Sviluppo della segreteria comunale del Partito Democratico di Ferrara
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