Si accende a Ferrara il confronto tra organizzazioni sindacali e sanità privata accreditata in vista dello sciopero nazionale del 17 aprile prossimo, con manifestazione a Roma in Piazza Santi Apostoli. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl denunciano una situazione ormai “non più sostenibile” per le lavoratrici e i lavoratori del settore, parlando di una sanità privata che da “privata” sarebbe diventata “provata” da anni di mancati rinnovi contrattuali e salari bloccati.
Secondo il comunicato sindacale, le associazioni datoriali continuerebbero a sottrarsi al rinnovo dei contratti collettivi nazionali, lasciando migliaia di professionisti con stipendi fermi da oltre otto anni. Infermieri, operatori sociosanitari e tecnici, sottolineano le sigle, svolgerebbero le stesse mansioni dei colleghi della sanità pubblica ma con condizioni economiche e normative ritenute penalizzanti. I sindacati puntano il dito anche contro il modello delle strutture private accreditate, che ricevono finanziamenti pubblici pur senza garantire, a loro dire, il rinnovo contrattuale e percorsi di valorizzazione professionale. Per questo chiedono alle Regioni interventi immediati, fino alla sospensione o revoca delle convenzioni per chi non assicura condizioni dignitose.
Tra le realtà citate nel documento figura anche la clinica ferrarese Quisisana, dalla quale arriva una replica affidata al presidente del consiglio di amministrazione, Giorgio Piacentini. La struttura respinge implicitamente le accuse, sostenendo che la sanità privata rappresenti “una presenza insostituibile per la salute degli italiani” e che offra un contributo di alta qualità al sistema sanitario nazionale, pur operando in un contesto economico complesso.
Piacentini evidenzia come il problema principale sia legato a tariffari considerati ormai superati e insufficienti. “Tutte le aziende lavorano con tariffari totalmente superati e con difficoltà crescenti”, spiega, sottolineando la necessità di trovare coperture finanziarie dedicate. Secondo la posizione della clinica, l’adeguamento delle risorse dovrebbe arrivare dal servizio sanitario nazionale, analogamente a quanto avviene per il rinnovo dei contratti del personale pubblico. “Siamo disponibili a fare anche l’impossibile”, afferma il presidente, “ma la copertura finanziaria oggi è indispensabile e questo compito spetta al Governo”.
Il confronto resta dunque aperto, con due letture contrapposte della stessa realtà: da un lato i sindacati che chiedono diritti e rinnovi immediati, dall’altro le strutture private accreditate che invocano nuove risorse per sostenere economicamente gli aumenti contrattuali. Il 17 aprile si preannuncia così come una giornata cruciale per il futuro del settore e per l’equilibrio tra sanità pubblica e privata.
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