di Giada Zerbini, Simone Buriani e Leonardo Uba*
Il tema della continuità e del ricambio generazionale nelle imprese ferraresi non può più essere considerato una questione privata o settoriale. È, a tutti gli effetti, una priorità politica. Perché quando un’impresa chiude per mancanza di successione, non si perde solo un’attività economica: si perde lavoro, coesione sociale e capacità produttiva del territorio.
Il tessuto imprenditoriale di Ferrara — fatto in larga parte di piccole e medie imprese, spesso a conduzione familiare — rappresenta un patrimonio collettivo che le istituzioni hanno il dovere di tutelare e accompagnare nella transizione. Eppure, per troppo tempo, il tema del ricambio generazionale è rimasto ai margini dell’agenda politica.
Serve un cambio di passo. Le nuove generazioni non possono essere lasciate sole di fronte alla responsabilità di raccogliere l’eredità imprenditoriale. Chi oggi guida le imprese deve essere messo nelle condizioni di pianificare per tempo il passaggio, senza ostacoli burocratici e con adeguati strumenti fiscali e finanziari.
Occorre trasformare il confronto in politiche concrete: incentivi per il subentro generazionale, sostegno ai percorsi di affiancamento tra imprenditori senior e giovani, valorizzazione di strumenti come i workers buyout e le forme cooperative, che possono garantire continuità.
Il ricambio generazionale è anche una questione di giustizia territoriale. Se non si interviene, il rischio è quello di un progressivo impoverimento del tessuto produttivo locale, con intere aree che si svuotano di attività economiche e opportunità. Al contrario, sostenere i giovani imprenditori significa investire nel futuro del territorio, contrastare lo spopolamento e creare sviluppo sostenibile.
La politica deve assumersi questa responsabilità con chiarezza. Non bastano dichiarazioni di principio: servono politiche industriali territoriali, capaci di accompagnare le imprese nel passaggio generazionale e di trasformarlo in un’opportunità di innovazione. Perché il ricambio non è solo continuità: è anche rinnovamento, apertura, capacità di affrontare le sfide globali.
Ferrara si trova oggi a un bivio. Lasciare che il ricambio generazionale avvenga in modo spontaneo — e spesso traumatico — oppure governarlo con visione e strumenti adeguati. Scegliere la seconda strada non è solo auspicabile: è una necessità politica.
*Missione Lavoro e Sviluppo della segreteria comunale del Partito Democratico di Ferrara
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