di Caterina Spadi
Giovedì 26 marzo si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del primo bilancio dei lavori dell’Osservatorio statistico di genere del territorio estense, frutto della “sinergia istituzionale” tra il Consiglio di Parità e l’ente provinciale, sotto la coordinazione dell’Ufficio Statistica della provincia di Ferrara. Attorno al tavolo, il presidente della Provincia Daniele Garuti, la consigliera di parità della Provincia Annalisa Felletti, la responsabile dell’Ufficio Statistica della Provincia Chiara Sapigni, la presidente del Cug dell’Università di Ferrara Roberta Russo, in rappresentanza del professore dell’Università di Ferrara Stefano Bonnini l’assegnista Michela Borghesi, il dirigente dell’Agenzia regionale per il lavoro Emilia-Romagna Andrea Panzavolta, il segretario generale della Camera di Commercio Ferrara-Ravenna Mauro Gianattasio, e l’Assessore Angela Travagli.
Il lavoro di squadra condotto nella provincia mette in luce Ferrara come prima realtà territoriale ad aver elaborato un indice di parità, denominato “Feip” – Ferrara Indice di Parità – in grado di tradurre scelte politiche in azioni concrete di maggiore equità, con influenza positiva sulla popolazione femminile della provincia. “Conoscere il dato e misurare le differenze sul territorio – sostiene Felletti – significa essere consapevoli del margine di miglioramento e attuare cambiamenti tramite politiche più eque, inclusive e democratiche”.
Sotto il profilo tecnico, il metodo tramite il quale è stata condotta la statistica ha consentito l’isolamento di informazioni rilevanti al fine dello studio, offrendo uno “sguardo comune” dal quale partire per la raccolta di dati e per il confronto con il territorio regionale e nazionale.
In particolare, denominati tre domini di riferimento – istruzione, lavoro, politica e potere – all’interno dei quali misurare la parità, sono stati selezionati e catalogati i rispettivi dati caratterizzanti. Partendo da 0 – massima disparità, per arrivare a 100 – assoluta parità, sono stati registrati i seguenti valori: 83 su 100 per l’istruzione, 61 su 100 nell’ambito del lavoro, e infine un preoccupante 39 su 100 per il dominio politica e potere.
Traslitterando i numeri, mentre le donne primeggiano nell’ambito dell’istruzione, con un gap a loro favore in merito a media del voto di laurea e tasso di laureati in corso, il successo accademico non si trasforma in successo professionale.
A questo proposito, il commento della Professoressa Tamara Zappaterra, prorettrice alla Diversità, Equità e Inclusione dell’Università di Ferrara: “Questi dati ci richiamano alla responsabilità di intervenire monitorando l’accesso alle opportunità, la valorizzazione dei talenti e le condizioni di equità nel mercato del lavoro tramite interventi che accompagnino le studentesse anche in un pieno riconoscimento professionale”.
Nei domini lavoro e potere/politica lo studio dell’Osservatorio Statistico mostra un deciso sfavore nei confronti della popolazione femminile dovuto a cause sistemiche relative ad accesso al mercato del lavoro, natura dei contratti e retribuzione, mentre nel mondo imprenditoriale stereotipi e direttive creano una disparità sul nascere. Ferrara apre però un piccolo spiraglio per l’imprenditoria femminile, distinguendosi come un’avanguardia a livello regionale per il tasso di imprese guidate da donne.
Il paniere di dati prodotto dall’Osservatorio Statistico provinciale è da intendere come punto di partenza e spunto di riflessione per generare azioni correttive o di rafforzamento di tendenze positive. “Il tema della parità di genere”, ricorda l’Assessore Angela Travagli, “necessita di continua attenzione e approfondimenti, in quanto curare le pari opportunità significa curare lo sviluppo economico del territorio”, con la consapevolezza che si possa sempre migliorare.
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